George ed Embiid dominano, i Sixers travolgono i Bucks senza Giannis
Dopo i 37 punti di scarto subiti la sera prima a Charlotte, per Philadelphia non c’era alternativa alla reazione, e il calendario metteva di fronte una Milwaukee priva di Giannis Antetokounmpo: occasione troppo ghiotta per non essere sfruttata. Stavolta Paul George e Joel Embiid, assenti contro gli Hornets, hanno imposto subito il loro marchio sulla partita: il camerunense ha aperto la serata con un primo quarto da dominatore offensivo, mentre il numero 13 ha costruito con calma una prova totale, chiudendo a 32 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, affiancato dai 29, 9 rimbalzi e 5 assist del lungo di casa.
Attorno a loro, il tabellino racconta di un attacco Sixers finalmente profondo: Tyrese Maxey ha aggiunto 22 punti con 9 assist, Jared McCain è tornato a brillare con 17 punti e VJ Edgecombe ha firmato 12 punti e 8 rimbalzi, per un totale di cinque uomini in doppia cifra che hanno tenuto costantemente alto il ritmo offensivo, senza bisogno di un vero regista in doppia cifra negli assist ma con una distribuzione corale dei possessi.
Dall’altra parte, i Bucks hanno provato a restare agganciati alla partita puntando su un Myles Turner liberato, autore di 31 punti e deciso a mettere alla prova Embiid anche nella propria metà campo, ben spalleggiato da Ryan Rollins (24 punti) e dalla coppia Kyle Kuzma–Bobby Portis, entrambi a quota 17 punti. Il tabellino di Milwaukee certifica sei giocatori in doppia cifra a referto, con Gary Trent Jr. a 13 punti e Cole Anthony a 10, ma anche la fatica nel contenere l’onda lunga dei Sixers: Portis ha chiuso con una doppia doppia da 17 punti e 12 rimbalzi, Kuzma e Rollins hanno sfiorato la doppia cifra a rimbalzo e negli assist, senza però riuscire a cambiare l’inerzia di una gara in cui le difese sono rimaste un passo indietro rispetto agli attacchi.
Nel quarto periodo, tra le triple di George, l’impatto di McCain dall’arco e la presenza di Embiid richiamato in campo per spegnere l’ultimo tentativo di rimonta, Philadelphia ha allungato in modo definitivo, fino a trasformare una serata carica di pressione in una vittoria larga 139-122, che rimette in carreggiata il gruppo di Nick Nurse e lascia ai Bucks il rammarico di una prova offensiva importante ma non sufficiente senza la stella greca.