Colpo Pistons a Denver con Harris e Cunningham che gelano Murray nel finale
In una delle trasferte più insidiose della stagione, i Pistons trovano forse la vittoria più significativa del loro percorso recente: a Denver, contro dei Nuggets ancora una volta decimati ma tutt’altro che arrendevoli, Detroit tiene i nervi saldi e porta via un prezioso 109-107. Fin dall’avvio la squadra di Monty Williams impone il proprio ritmo, sfruttando la freschezza rispetto a una Denver provata anche dal viaggio e dalle vicissitudini logistiche dei giorni precedenti: Tobias Harris detta la linea con una prova completa (22 punti, 11 rimbalzi), Cade Cunningham orchestra l’attacco con 22 punti e assist, e il margine si allarga fino ai 18 punti nel secondo quarto, mentre i Nuggets, privi di Nikola Jokic e Aaron Gordon, faticano a trovare contromisure (46-52 all'intervallo). Eppure, il tabellino racconta di un avversario tutt’altro che rassegnato: Jamal Murray si carica sulle spalle l’attacco (24 punti e 10 assist, Jonas Valanciunas torna a presidiare l’area(16 punti, 16 rimbalzi), e anche Tim Hardaway Jr. si iscrive alla lista dei giocatori in doppia cifra, tenendo viva la speranza di una rimonta che si materializza davvero nell’ultimo quarto, quando il vantaggio Pistons si assottiglia fino a un solo possesso.
È in quel momento che la partita cambia registro e diventa una questione di dettagli, quasi una gara a chi sbaglia meno: Detroit sembra sul punto di cedere all’inerzia del pubblico del Ball Arena quando la tripla di Hardaway Jr. riporta Denver a un punto di distanza, ma dalla rimessa laterale nasce l’azione più sorprendente della serata, con Duncan Robinson—fin lì a secco—che taglia alle spalle della difesa e chiude con una schiacciata liberatoria, i suoi primi punti, per ridare ossigeno ai Pistons. Da lì in avanti è una storia di tiri liberi e sangue freddo: Harris, già in doppia cifra abbondante, si prende il tiro più difficile con un fadeaway dalla media che ricaccia indietro i Nuggets, poi non trema dalla lunetta nei secondi finali, mentre Murray, due volte mandato in lunetta su tentativi da tre punti, lascia per strada i liberi che avrebbero potuto cambiare la storia della notte.
L’ultima sequenza, con il play canadese che sbaglia ancora il secondo libero a 0.7 secondi dalla sirena ed è costretto a fallire volontariamente il terzo nel tentativo disperato di una tap-in dei compagni, certifica la differenza di lucidità: Detroit esce da Denver con un successo di peso, mentre i Nuggets, pur con diversi uomini in doppia cifra e una prova coraggiosa, devono fare i conti con l’amarezza di una rimonta incompiuta.