Miami resiste al ritorno dei Bulls: Powell e Adebayo firmano il colpo
Allo United Center va in scena una di quelle serate in cui il margine sembra rassicurante, ma non lo è mai davvero. Gli Heat costruiscono il proprio vantaggio con la solidità di Bam Adebayo, dominante a rimbalzo e affidabile in post (20 punti, 12 rimbalzi), e con la mano calda di Norman Powell, che chiude con 21 punti e firma canestri pesanti per tenere sempre un passo avanti i padroni di casa (51-62 all'intervallo). Chicago però non molla: Ayo Dosunmu si prende l’attacco sulle spalle, attacca il ferro, trova ritmo anche dall’arco e, dal -13 nel quarto periodo e dal 104-92 con poco più di otto minuti da giocare, guida un parziale che riapre completamente la partita. Il 21-12 con cui i Bulls rientrano li porta fino a un possesso di distanza.
Sul 110-100 Miami sembra ancora in controllo, ma due layup e una tripla di Dosunmu riportano gli ospiti a -3 entrando negli ultimi due minuti. Powell risponde con l’ennesima penetrazione vincente, ma Nikola Vucevic accorcia ancora con un gancio in post che vale il 112-109 a 54" dalla sirena.
Nel caos controllato degli ultimi possessi, Dosunmu e Powell sono perfetti dalla lunetta, Coby White converte i liberi del -1 dopo il fallo di Pelle Larsson e, con 7,0" sul cronometro, sembra che tutto possa ancora ribaltarsi. Invece è proprio Larsson, pochi istanti dopo, a chiudere il cerchio con una schiacciata che riporta Miami a +3 e costringe White a cercare la tripla della disperazione: il ferro dice no e gli Heat possono tirare un sospiro di sollievo, portando a casa una vittoria sofferta ma pesante, in cui il lavoro silenzioso del supporting cast (Jaquez 19p+10r, Fontecchio 2r+3as) fanno la differenza contro un gruppo Bulls che, nonostante i numeri di Vucevic, Buzelis, Huerter e dello stesso White, resta con il rammarico di una rimonta solo sfiorata.