Wolves travolgenti: Edwards e Gobert soffocano i Thunder fin dalla palla a due
I Timberwolves non avrebbero potuto immaginare un inizio più vicino alla perfezione: due triple immediate di Anthony Edwards (26 punti), difesa già al massimo dei giri e un Target Center che capisce subito che la serata può essere speciale. L’intensità è quella delle grandi occasioni, Rudy Gobert (14 punti, 11 rimbalzi) è coinvolto fin da subito anche in attacco, corre il campo, blocca, rolla e apre spazi, mentre il primo quarto diventa rapidamente un manifesto della pallacanestro che vuole Chris Finch: aggressività sulla palla, mani sempre attive sulle linee di passaggio e transizione continua dopo ogni recupero (34-22).
I Thunder, al contrario, sembrano ingabbiati: faticano a superare la metà campo con fluidità, perdono ritmo nei giochi a due e non trovano mai davvero continuità al tiro. Minnesota sfrutta ogni pallone vagante, ogni errore di gestione, e all’intervallo Edwards e compagni hanno già preso il controllo mentale della partita, avanti in doppia cifra e con la sensazione di poter colpire da ogni posizione (63-50). Al rientro dagli spogliatoi, Jaden McDaniels (24 punti) e Donte DiVincenzo aggiungono benzina sul fuoco con le triple che allargano il campo, mentre dall’altra parte solo Shai Gilgeous-Alexander (30 punti, 6 rimbalzi, 8 assist) riesce a tenere viva la speranza di Oklahoma City, firmando canestri di puro talento che impediscono alla gara di trasformarsi in un monologo totale.
L’ultimo quarto regala comunque quel brivido che rende la serata memorabile: in pochi secondi il Thunder piazza un 7-0 che zittisce il palazzetto e ricorda a tutti che i campioni in carica non mollano mai, nemmeno quando la serata sembra girare storta. La palla inizia a muoversi meglio, la difesa alza il livello di fisicità e il margine si assottiglia quel tanto che basta per far riaffiorare qualche fantasma di rimonta. È proprio in quel momento la risposta arriva dall’arco, con DiVincenzo che punisce la difesa dal perimetro e ricaccia indietro il tentativo di rientro. Da lì in poi i due allenatori possono allargare le rotazioni: 123-111 fotografa una prestazione di altissimo livello, in cui Edwards ha dettato il tono emotivo, Gobert ha chiuso il traffico nel pitturato e il supporting cast ha eseguito alla perfezione il piano partita, lasciando al Thunder solo l’orgoglio di un ultimo sussulto e la consapevolezza che, contro questi Wolves, ogni distrazione si paga a caro prezzo.