A2 Girone A: Nacho Garcia "Lavoro in un triangolo magico e bellissimo"
Coach Garcia facciamo il punto della situazione in casa della Polisportiva Galli?
“Il punto di ripartenza è stata la Coppa Italia dove le cose non sono andate come speravamo. Da lì stiamo cercando di capire cosa non ha funzionato e stiamo cercando di mettere a posto le cose. In modo che non ci succeda più. Noi siamo già una delle migliori squadre della serie A2, ma dobbiamo lavorare sulla gestione dello stress in determinati momenti della partita”
Come valuta il Girone A di quest’anno?
“E’ un girone difficile, molto più degli altri due anni nei quali sono stato qui a Valdarno. Ci sono squadre più forti e ci sono tante squadre più forti del passato. Andare a giocare in trasferta e vincere è un’impresa perché nessuno ti regala qualcosa. Gli altri anni sapevi che una o due partite le vincevi certamente, quest’anno no, il livello è più alto e ci sono almeno dieci squadre con legittime ambizioni di arrivare bene fino in fondo. E’ molto bello, divertente e per noi allenatori significa essere sempre più pronti e preparati”.
Avete cambiato da poco un playmaker con un’ala forte (via Oliveira dentro Evelyn Ovner), come mai?
“Avevamo bisogno di una giocatrice forte, esperta, che conoscesse il campionato italiano (Ovner ha giocato a Bolzano, ndr) e con punti nelle mani. Per fare questa scelta abbiamo deciso di dare più fiducia a Merisio e Lazzaro ed Evelyn ci dà anche più rimbalzi ed una maggiore stabilità. E credo che sarà sempre meglio proseguendo il suo inserimento nella squadra”.
Quali sono i vostri obiettivi?
“Io voglio arrivare fino in fondo in questa stagione. Compresi i play off. Ho già fatto una semifinale ed una finale promozione con Valdarno, quest’anno voglio fare un’altra finale e capire come va”.
Lei ha una grande esperienza europea di alto livello come valuta l’Euroleague di questa stagione?
“Penso che l’Eurolega di qualche anno fa era più difficile. C’erano tante squadre forti che potevano vincerla. Ma ora col fatto che la WNBA paga meglio e c’è grande interesse su quel campionato, le americane più forti non hanno più voglia o bisogno di venire in Europa per guadagnare dei soldi. L’eccezione è il Fenerbahce che è senza dubbio la squadra da battere secondo me. E quest’anno è anche meglio dello scorso anno nel quale incredibilmente non ha vinto. Però negli scorsi anni, Praga era più forte, c’erano le squadre russe, qualche squadra francese”.
Il suo Paese, la Spagna ha una Nazionale senior fortissima, Nazionali giovanili fortissime perché non ha una squadra di club che può competere per l’Euroleague?
“Perché le giocatrici spagnole più forti vanno a giocare fuori. Questo significa che poi il bagaglio di esperienza che fanno lo portano nella Nazionale senior. Però da qualche tempo società come Valencia, Saragozza ed un po' Girona si stanno attrezzando per fare un’Euroleague almeno dignitosa. Perché riescono a prendere buone giocatrici straniere e spagnole visto che da noi tesserare una giocatrice è molto facile e costa molto meno che qui in Italia. Dove se posso permettermi, si spendono tanti soldi prima di cominciare a giocare”.
Qual è la sua idea di basket?
“Io voglio una difesa dura, forte nella quale tutti le giocatrici sanno quello che devono fare in ogni momento, sapere quando e se cambiare, essere attive sempre. L’obiettivo è recuperare il pallone e correre, contropiede o transizione, non star lì a chiamare sempre schemi e lasciare che le giocatrici esprimano le loro qualità al meglio. Però mi adatto al roster che ho a disposizione ne devo dire che un po' alla volta ci stiamo avvicinando alla mia idea di partenza perché io e le giocatrici ci stiamo venendo incontro. Perché l’idea di giocare veloci può portare un alto numero di palle perse, e quest’anno ci è capitato di averne troppe. L’adattamento sta nel fatto di capire quando si può e si deve correre e quando invece si può e si deve giocare con più controllo. Leggere le situazioni invece di essere precipitosi. E’ un lavoro difficile perché abbiamo tante giocatrici giovani che devono imparare il concetto del controllo”.
Cosa fa Nacho quando non pensa al basket?
“Sono una persona normale che ama leggere, guardare qualche serie tv, parlare con mia figlia che è in Spagna e camminare. Mi sono innamorato dell’Italia che fino a tre anni fa conoscevo poco, Schio perché ci venivo per l’Euroleague, ed Udine per un torneo tra Nazionali. Sto scoprendo un paese bellissimo ed in più mi ritengo un privilegiato perché abito in un triangolo di straordinaria bellezza: Arezzo-Siena-Firenze. Che è la meta più frequente delle mie gite, una città tra le più belle del mondo e che ogni volta che la visito mi impressiona per la sua magia”.