Warriors, pioggia di triple a Salt Lake City: Curry e Moody travolgono Utah
A Salt Lake City Golden State sceglie la via più familiare per prendersi la partita: bombardare dall’arco. Il 140-124 finale racconta di una serata in cui l’attacco di Steve Kerr non perde mai davvero il controllo del match, spinto dai 27 punti di Stephen Curry e da un Moses Moody in versione protagonista, capace di affiancarlo con 26 punti e cinque triple a bersaglio. Fin dall’inizio i Warriors “fanno piovere” da fuori: prima dell’intervallo sono già 15/31 dall’arco, con otto giocatori diversi a segno e Buddy Hield e lo stesso Moody a firmare tre triple a testa. Proprio due bombe consecutive di Hield, a inizio secondo quarto, chiudono un parziale di 19-8 che apre il primo solco importante sul 40-24, poi il vantaggio viene ribadito più volte fino al 64-48 firmato da una tripla di Quinten Post. Nel terzo periodo il margine si allarga ancora, quando due liberi di Curry spingono il punteggio sul 91-69, certificando la superiorità offensiva degli ospiti.
Utah però non si arrende e, con un contributo profondo dalla panchina, prova a rientrare: Brice Sensabaugh guida la seconda unit, Keyonte George distribuisce gioco e trova il canestro con continuità, Ace Bailey e Lauri Markkanen aggiungono punti fino a ridurre il -22 iniziale a uno svantaggio in singola cifra alla sirena del terzo quarto. L’ultimo tentativo di rimonta arriva a 9'52" dalla fine, quando due liberi di Isaiah Collier fissano il 108-100 e riaccendono il Delta Center, ma è qui che la vecchia guardia di Golden State rimette le cose in chiaro: Curry segna due canestri consecutivi che riportano il margine in doppia cifra e, da lì, i Warriors piazzano il parziale che chiude definitivamente i conti, un 20-2 che li porta fino al 136-109 a 3'29" dalla sirena. Nel mezzo, la panchina continua a produrre con Gui Santos in doppia cifra e il flusso di triple che non si interrompe mai, consegnando a Golden State una vittoria larga.