Germani Brescia, Cotelli: "Chiudere nelle prime quattro obiettivo realistico"
Il coach della Germani Brescia Matteo Cotelli ha raccontato una sua giornata tipo sulle pagine dell'edizione locale del Corriere della Sera: “Alle 8.30 arrivo in ufficio al PalaLeonessa, dalle 9 facciamo la riunione e la parte video, poi dalle 11 ci alleniamo. Pranzo a casa, lavoro ancora al video nel pomeriggio e poi, quando mio figlio va a dormire, guardo cosa mi hanno preparato gli assistenti. Fino a mezzanotte circa. Niente crisi di rigetto? Per ora no. Riesco ancora a godermi le partite di Eurolega, se ci sono cose interessanti me le segno. Poi, se gioca la Juve, metto il basket in standby”.
Cotelli ha anche tracciato un primo bilancio del suo anno da head coach: “Sento grande naturalezza, pensavo fosse più ripido il gradino e invece il passaggio da vice è avvenuto in modo naturale. Non mi hanno schiacciato le pressioni. Certo, ho dovuto prendere l'abitudine a stare in panchina durante le partite, mentre la gestione degli allenamenti è più simile a prima. Sono poi rimasto sorpreso dal gruppo. Un po' di preoccupazione in estate c'era, rischiavamo l'effetto pancia piena. Mi chiedevo: "Meglio di una finale scudetto cosa potrò fare?". Invece grande merito va alla squadra e a Mauro Ferrari, che ha confermato tutto il gruppo: ci aiuta la conoscenza reciproca tecnica, ma soprattutto quella umana. Questo ci ha dato lo sprint,poi c'è il carattere: domenica si sono rifiutati di perdere con Udine”.
Adesso la Germani affronterà una dietro l’altra Milano e Bologna: “Loro, però, fanno quasi uno sport diverso per struttura. Poterle sfidare è stimolante, i ragazzi sono carichi nonostante un mese e mezzo complicato. Giocheremo a viso aperto, senza pressioni”.
Domenica ci sarà anche la sfida contro l’ex Poeta: “Con Peppe c'è grande stima, ci sentiamo una volta a settimana anche da quando è capo allenatore a Milano. Nei 40 minuti non si guarda in faccia nessuno, ma il feeling resta”.
L'obiettivo reale della Germani è il secondo posto? “Quello sarebbe un sogno, ma bisogna rimanere con i piedi per terra. Chiudere nelle prime quattro è l'obiettivo realistico. Venezia e Milano sono vicine”.