Tommaso Marino: «Varese l'avversaria peggiore per un'Olimpia Milano stanca»
Tommaso Marino ha parlato a La Prealpina dopo la vittoria di Varese a Milano, dove era presente all'Allianz Cloud come commentare per LBA TV. "Il pronostico era favorevole a Milano, ma c'erano le avvisaglie: Varese è in crescita, mentre l'EA7, tra assenze e la fatica dell'Eurolega, era in affanno. Poeta ha assoluto bisogno della duttilità di Bolmaro che gli è mancato tantissimo; la differenza in classifica rende inaspettato l'esito del derby, ma il trend recente non lo rende del tutto sorprendente", dice Marino. "Varese era la peggior avversaria? Assolutamente sì: trovare una squadra come Varese che ti fa giocare male con una difesa aggressiva che mette le mani addosso è decisamente scomodo per un'Olimpia condizionata soprattutto dalla fatica mentale per sconfitte pesanti subite in Eurolega".
Milano era partita bene. "All'inizio Milano ha lavorato bene contro i cambi difensivi, prendendo buoni tiri con i lunghi e con gli esterni. Brava Varese a mantenere un piano partita che inizialmente non aveva pagato; il tema chiave era l'energia, l'OJM ne ha messa molta di più e ha vinto con merito ribaltando l'inerzia. Anche se ha ruotato solo sette giocatori nel secondo tempo era molto più fresca di Milano".
Marino esalta Stewart e Moore: "Stewart è un bell'innesto, dà qualità in attacco e tiene sui cambi in difesa, così come Refro anche se in attacco è poco coinvolto. C'è un'identità chiara e condivisa da tutti, è una squadra divertente da veder giocare che lunedì ha avuto una solida dimensione anche nell'attacco a metà campo. Varese è migliore della classifica che aveva fino a due mesi fa; la vittoria ottenuta a Milano ne conferma i progressi e le dà grande respiro allontanandola dalla zona calda. Moore? Partita incredibile nella quale ha trovato anche ritmo perimetrale, cosa non abituale per lui. Mi è piaciuto moltissimo anche per la solidità mentale che ha mostrato nel corso del match; può essere giocatore in grado di avere impatto anche in una squadra di alto livello, perché può essere decisivo anche senza segnare tanto. Non è un attaccante naturale, ma riempie tutte le caselle dello scout con un impatto importante in tantissimi aspetti diversi del gioco".