Italia - Dino Meneghin spezza una lancia in favore degli Azzurri

07.08.2019 07:56 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Italia - Dino Meneghin spezza una lancia in favore degli Azzurri

Sul Mondiale in Cina non ci sono troppe illusioni. Dino Meneghin, che della FIP è stato presidente fino al gennaio 2013 oltre che bandiera in campo con 272 presenze e 2845 punti,  fa le sue previsioni su La Repubblica in edicola oggi. Ecco alcuni passi.

Rompiscatole. Intanto il fatto che l’Italia resta una squadra che nessuno si augura di trovare sulla sua strada. Ci rispettano e ci temono. E non è poco. Magari non siamo i più belli, non abbiamo la stazza di altre nazionali, non siamo pieni di stelle, ma se facciamo squadra diventiamo una brutta gatta da pelare. Per tutti.

Il Mondiale. Una manifestazione particolare, si gioca praticamente tutti i giorni, hai poco tempo per recuperare le energie. E allora conta arrivarci in salute, al massimo della fiducia, senza alcun timore e senza puzza sotto il naso. Mi spiego, chi è arrivato lì può giocarsela contro chiunque, non esistono partite facili e non dimentichiamo che il Mondiale può regalarci anche l’Olimpiade.

Ultima occasione per una generazione? Non lo so. Io ho smesso con la nazionale a 34 anni, ma erano altri tempi e un altro basket Se uno sta bene fisicamente non vedo perché mettere dei paletti, non credo sia la carta d’identità a decidere. Facciamoli giocare, ognuno saprà cosa fare del proprio futuro.

Come giocherà l’Italia. Lo so cosa pensa il tifoso, mettiamoci nelle mani di Gallinari e Belinelli e il più è fatto. Ma non funziona così. Sia chiaro, parliamo di due giocatori super, di grande esperienza, ma che non possono vincere le partite da soli. Neanche LeBron vince da solo. Non ci mancano altri giocatori bravi penso a Datarne, Gentile, Hackett. L’assenza di Melli è pesante ma si tratta di problemi da mettere in conto. Questa è un’Italia da battaglia, in ogni partita può saltare fuori un protagonista diverso.

Meo Sacchetti. Persona straordinaria e non lo dico perché siamo amici. Attorno al suo nome c’è sempre troppa diffidenza, eppure ha vinto a Sassari, nell’ultima stagione ha portato Cremona a vincere la coppa Italia e ad un passo dalla finale scudetto. E poi ha riportato l’Italia al Mondiale. Sacchetti merita rispetto. Come allenatore è uno che lascia liberi i giocatori di esprimere la loro fantasia, li vuole tutti protagonisti. Se ha un pregio è quello di non guardare in faccia a nessuno, con lui se non ti sbatti resti in panchina e questo fa sì che tutti i giocatori lo rispettino.