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Coach Víctor Lapeña: "Il basket che vorrei qui a Schio"

Il prossimo cinquantenne allenatore di Saragozza, racconta i suoi primi mesi a Schio e la sua idea di pasllacanestro
09.01.2026 09:00 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
Coach Víctor Lapeña: "Il basket che vorrei qui a Schio"
© foto di Ceretti/Ciamillo

Víctor Lapeña è al Famila Schio dalla scorsa estate. Il tempo di mettere nella ampia bacheca del club vicentino, due trofei: la Supercoppa e da martedì 6 gennaio la Coppa Italia.
Coach com’è il sapore di questo successo?
Bello ma io non sono uno che ama celebrare troppo le vittorie. Mi piace che lo facciano le giocatrici, lo staff, la dirigenza, i tifosi, fantastici che ci seguono dappertutto. Io ho abbracciato la mia famiglia che era venuta a Tortona e sono stato contento così. Ma la festa è stata ancora più bella perché la competizione è stata difficile”.

A che punto è nella costruzione della squadra che vorrebbe?
Ecco, a proposito della difficoltà che abbiamo incontrato a Tortona. Prima di tutto le avversarie, con Tortona che ha davvero fatto di tutto per vincere la finale, e poi per la nostra condizione. All’inizio della stagione la squadra non era completa e quindi abbiamo aspettato. Poi quando ci siamo assestati come numero di giocatrici sono iniziati gli infortuni. Non chiedo molto, ma di potermi allenare con queste ragazze super per tre o quattro settimane di seguito tutte insieme. A che punto siamo? Ci manca poco, abbiamo giocato della buona pallacanestro in certe serate, ma per completare il percorso dobbiamo essere in salute

La sua idea di basket è…?
Avere la palla. Mi spiego. Mi piace giocare ad un ritmo elevato e cercare di andare al tiro nel miglior momento possibile ed appena possibile, non necessariamente nei primi secondi dell’azione. Per far questo ci serve avere il controllo della palla e quindi ci serve una grande difesa, una difesa forte. Per correre ed esplorare tutte le possibilità che abbiamo di far canestro. E ne abbiamo tante. Io sono cresciuto con lo show time dei Los Angeles Lakers, mi piace quel modo lì di giocare. Muoversi, mai rimanere ferme, cercare di stancare l’avversaria ed avere dei vantaggi”.

Lei gioca spesso con i tre play insieme in campo.
Sì direi con due più spesso. Hanno qualità diverse ma possono stare insieme benissimo in campo perché ognuna di loro ha un ruolo ben preciso e questo rientra nella mia idea di controllo del pallone. Ci alleniamo così. Io voglio sfruttare tutta la ricchezza di questa squadra dando alle giocatrici le possibilità di esprimersi e di trovare le soluzioni in campo. Abbiamo una giocatrice come Zandalasini che può giocare in quasi tutti i ruoli, spesso la usiamo da numero 4 in questo momento”.

Sente la pressione di essere a Schio e di dover vincere?
Non la chiamerei pressione ma sì, so di essere a Schio e che vincere è l’obiettivo. E’ normale che sia così per questo club.  Però non è un’ansia o un’ossessione. Io non voglio vincere a tutti i costi, voglio giocare la miglior pallacanestro possibile con le giocatrici che ho ed attraverso questo arrivare a vincere. Dico spesso alle ragazze di rimanere sempre calme e concentrate su quello che dobbiamo e sappiamo fare. Mi trovo benissimo in questo senso qui perchè lavorare con Paolo De Angelis è un piacere, il Presidente Cestaro è un uomo vincente, l’ambiente, lo staff, la dirigenza: tutti lavoriamo per gli stessi obiettivi. Sono in un posto che amo già”.

Chi è Víctor Lapeña fuori del campo?
I am a family man. Io vivo per la mia famiglia. Mi piace stare con i miei figli e fare quello che fanno loro, dividere il mio tempo con i loro hobby perché loro sono il mio hobby. Io amo correre, nuotare, fare sport perché mi piace essere in forma, avere cura di mè stesso. E poi mi piace leggere ma soprattutto amo sentire la radio, qualunque cosa, mucica, politica, storia, sport e via dicendo. L’ho sempre ascoltata dovunque sono andato. La radio è una grande passione”.