Il calvario di Stefano Tonut: «Recupero lento e senza medicinali. Non vedo l'ora di giocare»

05.02.2026 09:38 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Il calvario di Stefano Tonut: «Recupero lento e senza medicinali. Non vedo l'ora di giocare»
© foto di Arioli / Ciamillo

Il calvario di Stefano Tonut è arrivato alla fine. Fermo dal 23 novembre - quando gli è stata diagnosticata un'infezione acuta al fegato per una contaminazione alimentare virale - la guardia azzurra dell'Olimpia Milano tornerà a disposizione di coach Peppe Poeta lunedì per la partita contro Treviso. «Non mi era mai capitato di restare fuori così a lungo - racconta a Uomini e Canestri, la rubrica di Luca Chiabotti su La Repubblica ed. Milano -, addirittura per un mese non potuto fare altro che stare fermo e recuperare. Io sono uno che quando va in vacanza, sceglie l'albergo con la palestra e al mattino presto è già al lavoro prima di iniziare la giornata di svago. In questo caso, anche il recupero è stato lento, senza medicinali, con una dieta ferrea, senza poter caricare di lavoro il fìsico che, per fortuna, ha reagito molto bene. Non vedo l'ora di giocare».

Tonut aveva saltato l'Europeo per una distrazione muscolare alla gamba destra, e la sua ultima in maglia Olimpia coincide per altro con l'ultima della Milano targata Ettore Messina allenatore«Sono cambiate tantissime cose, Poeta ha portato le sue idee nelle quali non vedo l'ora di calarmi: finora, ho potuto soltanto parlare con lui senza dare il mio contributo in campo. Anche per questo, sono molto carico. L'impressione che ho avuto è che in attacco oggi ci sia più fluidità e leggerezza rispetto a inizio stagione, con responsabilità suddivise tra molti giocatori. Responsabilità individuali che devono però essere presenti anche in difesa, soprattutto negli uno contro uno, che è la cosa sulla quale la squadra sta lavorando di più per ottenere i risultati a cui aspira. Quello che mi sento di dire è che noi giocatori dobbiamo fare uno step in più, essere più aggressivi e aiutarci in difesa. E, anche, che Poeta, che è un giovane allenatore dall'approccio molto amichevole coi giocatori, ora sta comprendendo che una strillata alla squadra in modo corretto, in certi momenti, è necessaria».

Tonut sente la fiducia di Poeta, che più volte ha sottolineato la sua assenza, citandone le qualità difensive come con Bolmaro. «Leandro trae grande energia dalla difesa per poi dare il meglio in attacco e si è notata la differenza quando ha potuto giocare e quando è rimasto fuori per infortunio. In questo momento, per me lui è insostituibile per Poeta. Diciamo che sono quello che si avvicina di più al gioco di Boimaro e, soprattutto in campionato, posso dare un aiuto anche sotto questo aspetto. E c'è una cosa che voglio sottolineare: la considerazione di Peppe, da quando è diventato head coach, nei miei confronti in queste due mesi molto diffìcili per me, è stata importantissima. Come il supporto dei miei compagni, di tutto l'ambiente Olimpia e anche dei tifosi. È una cosa che mi ha colpito e piacevolmente sorpreso in una città come Milano: sono felice di aver giocato per 7 anni a Venezia perché vuol dire che ho lasciato il segno come persona, aver sentito la vicinanza di tantissimi tifosi Olimpia non me l'aspettavo e mi riempie di orgoglio».

Finalmente il rientro. «Parlando con Peppe, so di poter avere un ruolo importante in una squadra che ha tanto talento in attacco ma deve bilanciare il suo gioco anche in difesa. Rientrare a Treviso dovrebbe aiutarmi a riprendere il ritmo in previsione della Coppa: Tunica che ho vinto, con Venezia, tornavo da un infortunio. Spero che la storia possa ripetersi».