LBA - Bella Supercoppa, la spina nel fianco è il pubblico (e gli incassi)

21.09.2020 10:30 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
LBA - Bella Supercoppa, la spina nel fianco è il pubblico (e gli incassi)

A furia di guardare il bicchiere mezzo pieno, ci si dimentica che ne manca la metà. E se si tratta di un bicchiere di vino, ci si può inebriare anche se non ci resta molto da divertirsi. Bella la finale di Supercoppa italiana, due squadre protagoniste di una autentica battaglia sportiva nonostante una preparazione complessa in un anno pandemico difficile di cui sapete tutto e non vi vogliamo ricordare ulteriormente.

Brava la Virtus Bologna a non far sembrare così scontata la vittoria dell'Olimpia, brava anche a sostenersi moralmente nonostante percentuali nel tiro da tre che avrebbero demoralizzato tanti. Bene l'organizzazione e la produzione televisiva, nonostante le sbavature dei soliti noti (scusate, non riusciamo a farcene una ragione).

Di contro a noi rimane l'idea che quel bicchiere mezzo pieno non contenga vino, ma carburante. Quello che manda avanti le società di pallacanestro. Soldi, sghei, quattrini: chiamateli come volete. Nei primi commenti del dopocoppa la voce incassi langue triste e solitaria; i budget al ribasso sono già in deficit, anche se sperassimo in un ottimo risultato televisivo sul chiaro dalle emittenti non arriveranno più contributi di quelli a contratto.

Ecco che ci concentriamo adesso sul bicchiere di carburante mezzo vuoto. Per cominciare la Supercoppa ad agosto si è giocato partite con squadre incomplete e con qualche farsa. La saggia prudenza di allenatori e staff medico ha evitato guai fisici profondi agli atleti - stando alla mancanza di comunicati ufficiali dei club a riguardo. Le spese di organizzazione, viaggio, sanificazione sono però corse lo stesso.

Cominciare 7/10 giorni più tardi, come poi si è visto, avrebbe permesso di avere più pubblico nei palazzetti. Visto che ci è stata indicata la necessità della riapertura speriamo che dove sia stato parzialmente aperto ci sia stato anche il riscontro economico.

Di contro, anche se non eravamo stati invitati, ci pensa Il Resto del Carlino edizione Pesaro a raccontarci che nell'occasione del galà dei 50 anni di Legabasket un dirigente della Virtus Bologna avrebbe detto che sarebbe opportuno rinviare le prime tre giornate di campionato. Campanellino...

Non conosciamo il budget della Fortitudo Bologna, certo importante se hanno confermato Aradori e preso Banks e Happ. Ma se nella passata stagione incassavano 120.000 euro di media a partita, in questa tra le 15 di campionato e le 7 garantite di Champions League stiamo parlando di almeno 2.650.000 euro. E non vogliamo immaginare che il contabile del club felsineo pensi che grazie alla Unipol Arena possano arrivare a 3,6 milioni...

E i dirimpettai della Virtus, nonostante Zanetti sia teoricamente in condizione di coprire interamente un budget da oltre 10 milioni, spingono davvero molto per la riapertura dei palazzetti. Sono solo esempi, le squadre sono 16 ma quasi tutte contano in maniera essenziale sugli incassi.

Ricordate che le nostre sono stime prudenziali non esistendo in Italia cifre ufficiali sui fatturati delle società sportive. Evitiamo che il solito dirigente incazzoso se ne esca con "lei non sa chi sono io" e minacci querele a vanvera. Vanvera non risponde.

Invece concreta è arrivata la doccia fredda del ministro dello Sport Spadafora che avrebbe annunciato come, dopo il 7 ottobre, la partecipazione di pubblico sarà aumentata fino al 30% della capienza degli impianti. Sempre incassi insufficienti, a fronte di spese di gestione per garantire l'apertura dei palas certe. Buona novità, solo per far dire ai capi che la pallacanestro italiana è in buona salute. Campanellone...