LBA - Brindisi in campo da mercoledì, ma alcune riflessioni rimangono. di Dario Recchia

30.04.2021 13:58 di Dario Recchia   Vedi letture
LBA - Brindisi in campo da mercoledì, ma alcune riflessioni rimangono. di Dario Recchia

Con un comunicato stampa il Presidente  della LBA  Umberto Gandini ha disposto di posticipare il recupero delle gare tra Happy Casa Brindisi - Banco di Sardegna Sassari a mercoledì 5 maggio alle ore 20.30 e Dolomiti Energia Trentino – Happy Casa Brindisi e venerdì 7 maggio sempre alla stessa ora. L’ultima giornata di campionato, invece, sarà disputata lunedì 10 maggio. Il tutto in attesa dell’esito dei tamponi effettuati ieri dal team squadra della società adriatica che possano dichiarare la negatività di qualche altro giocatore o di qualche componente dello staff tecnico e dirigenziale. Sono stati 13 i componenti della società che si sono contagiati nelle scorse settimane con i soli Udom, Willis e Bostic rimasti indenni dal contagio avendo già avuto il covid nei mesi precedenti. Una batosta incredibile per la squadra che proprio nel momento clou della stagione ha dovuto alzare bandiera bianca con un contagio che non ha risparmiato praticamente nessuno. Crediamo però che alcune riflessioni vadano fatte partendo dalle dichiarazioni del presidente Marino che ha riportato che il contagio del team squadra può essere avvenuto nell’ultima trasferta in Turchia giocata contro il Pinar dove nei giorni successivi alla gara diversi elementi della squadra turca sono poi risultati positivi al covid. Una partita, va ricordato, dove il termine “porte chiuse” è andato a farsi benedire dal momento che dalle immagini televisive si è notata la presenza massiccia di tifosi sugli spalti (NON distanziati e tanti senza mascherina). La FIBA, dopo le dichiarazioni del presidente del sodalizio brindisino, dovrebbe tirare le conclusioni dal momento che altre società italiane ( la Reyer  Venezia tanto per citarne una) hanno dovuto fare i conti con il maledetto virus dopo una trasferta all’estero con la presenza dei tifosi sugli spalti e senza il rispetto dei dovuti protocolli imposti qui in Italia.

Praticamente sono stati vanificati i controlli e le attenzioni che tutte le società italiane si sono dovute attenere per ridurre al minimo le possibilità di contagio attenendosi a protocolli rigidi ed a controlli serrati durante la settimana. Il tutto condito dalla impossibilità per i tifosi di assistere agli allenamenti delle squadre e, peggio ancora, di poter tifare per i propri beniamini con il decreti, tutt’ora in vigore, di tenere chiusi i palazzetti. Un danno enorme anche dal punto di vista economico con società come Brindisi che hanno dovuto fare a ameno anche degli incassi derivanti dagli abbonamenti e dal botteghino (per la New Basket Brindisi si parla di circa 1 milione di euro).

Va da sé che la necessità di chiudere il campionato entro il 17 giugno per dare spazio agli impegni della Nazionale maggiore impone un tour de force notevole per completare regolarmente tutta la trafila delle gare dei play off. Ma anche qui la domanda sorge spontanea … si poteva fare meglio? La proposta di ottimizzare le gare dei quarti, semifinale e finale scudetto riducendo al meglio delle tre (quarti e semi) e della cinque (la finale) pareva una idea ragionevole sia nell’ottica della risposta economica verso le società (meno trasferte equivale a meno costi da sostenere) sia perché con i palazzetti ancora chiusi non c’è neppure la necessità di giocare quante più gare possibili per far felice il cassiere dei club. Meno partite vuol dire meno possibilità di stressare i giocatori (evitando banali infortuni) in una stagione dove c’è stata tanta ansia e stress dovuta alla necessità di combattere tutti i giorni contro un nemico più grande di noi. E non piace neppure la formula del back to back (ossia disputare gara 1 e 2 di quarti e semifinale e gara 1 e 2 e gara 3 e 4 di finale) con sole 24 ore di riposo nel caso l’AIX Milano dovesse accedere alle final four di Eurolega che si disputeranno nel week end dal 28 al 30 maggio a Colonia. Un ulteriore accumulo e dispendio di energie fisiche e nervose  per giocatori con il vantaggio che solo chi ha i roster più lunghi potrebbe gestire meglio questo tipo di gare così ravvicinate (avvantaggiando chi sulla carta è già più forte).

Tornando a Brindisi rimane un interrogativo importante : cosa potrà fare la squadra allenata da Frank Vitucci da qui sino alla fine dei play off dal momento che il team non si allena da più di due settimane e con gli eventuali postumi post covid nella gambe e nella testa di atleti e staff? Ovviamente non siamo nelle condizioni di rispondere a questa domanda però guardando a ciò che è accaduto in casa d’altri in questa stagione la situazione è abbastanza chiara. Avranno i giocatori della Happy Casa Brindisi la forza fisica e mentale di disputare tanti march (tra campionato e primo turno di playoff ipoteticamente 8 gare in 20 giorni circa) dopo un periodo così lungo di inattività? Non sappiamo cosa potrà accadere ma sarebbe veramente un grosso dispiacere che questa squadra non potesse giocare ad armi pari nel periodo più delicato e bello della stagione dopo aver regalato a tifosi ed a tutta l’Italia cestistica tante straordinarie partite. Brindisi, va ricordato, ha sconfitto per ben due volte la corazzata Milano ed ha fatto bottino pieno con le due  bolognesi ed ha ancora, in caso di successo nelle tre ultime gare di campionato, la possibilità  di chiudere al primo posto la regular season. Un po’ difficile da scommettere dopo che il virus ha colpito duramente la squadra adriatica ma sarebbe importante, anche per tutto il movimento nazionale, che questa stagione potesse regalare alla Stella del Sud altre pagine importanti da raccontare.

Dario Recchia