LBA - Porte chiuse il 27 settembre: ci sarà un rinvio?

14.09.2020 08:04 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
LBA - Porte chiuse il 27 settembre: ci sarà un rinvio?

Ci sarà una assemblea di Legabasket il 24 settembre, e il 27 parte la serie A (il 26 a Varese, per la richiesta di anticipo della Germani Brescia causa EuroCup martedì 29 in Montenegro, paese a rischio).

Con le disposizioni attuali, finita la Supercoppa con le Final four parzialmente aperte al pubblico in virtù dell'ordinanza Bonaccini della regione Emilia Romagna, si richiuderanno le porte dei palazzetti completamente fino al 7 ottobre (due incassi persi completamente).

Luca Baraldi della Virtus Bologna (qui) ha prudentemente messo le mani avanti dicendo che la sua società non sarà contraria a un rinvio delle prime due giornate per favorire quelle che più hanno bisogno del botteghino. Da parte nostra, avevamo già messo tutti sull'avviso (qui). Le deroghe per gli eventi speciali non si applicano a un campionato.

Oggettivamente, il 24 settembre è ormai troppo tardi per bloccare la macchina organizzativa. Il presidente LBA Gandini sembra silenziosamente votata ad andare avanti per la sua strada, benché il presidente federale Petrucci abbia già fatto un suo appello a un ripensamento, dopo che per mesi ha spinto personalmente il movimento ad anticipare il più possibile la ripartenza.

Oltretutto, i dati di botteghino delle partite parzialmente aperte al pubblico sono stati deludenti dal punto di vista del risultato economico. Le gare interne di Fortitudo e Virtus per la Supercoppa italiana hanno avuto un totale di circa 4.000 spettatori, nemmeno la media di una sola partita di campionato di una delle due bolognesi in tempi normali.

E sinceramente, la paura di contrarre il Covid-19 in un evento con molto pubblico non ha consentito nemmeno di raggiungere la massima capienza degli impianti. Le stesse conferme sono arrivate da altri campi: Milano, Brescia, Varese. Si è creduto che la voglia di basket vincesse su tutto, invece la riapertura parziale degli impianti ha prodotto un altro deficit.

Che si aggiunge a quello provocato dall'anticipo della preparazione delle squadre, tra chi ha prudentemente iniziato la preparazione già a luglio e chi nei primi giorni di agosto tra costi del personale, stipendi, costi logistici per palestre e alloggio giocatori, costi di sanificazione giornaliera.

Sic stantibus rebus.