Il Real Madrid rimonta da -14: Dubai piegata al WiZink Center
Al WiZink Center va in scena una di quelle serate che rischiano di complicarsi oltre misura per il Real Madrid, ma che alla fine esaltano la dimensione da squadra lunga e abituata a soffrire. Dubai sorprende tutti nei primi due quarti, attacca con grande fiducia, soprattutto dal perimetro, e va all’intervallo addirittura a +14, sfruttando un Real lento nelle letture e con un linguaggio del corpo quasi da partita di ordinaria amministrazione. Il pubblico mormora, il tabellone dice 44-58 e la sensazione è che la squadra di casa debba cambiare marcia in fretta per non mettere un altro mattone sulle difficoltà di una stagione già intensa e vedere i fazzoletti bianchi di protesta dei tifosi sventolare. In questo contesto, la reazione madridista nella ripresa è netta: aumentano il ritmo, l’aggressività difensiva e la qualità delle scelte in attacco, trasformando il secondo tempo in un lungo inseguimento prima, e in un sorpasso inesorabile poi, fino al 107-93 finale.
La chiave è tutta nel break piazzato al rientro dagli spogliatoi: un 16-4 che riapre la partita e soprattutto ribalta l’inerzia emotiva del confronto. Dubai, che fino a quel momento aveva costruito il proprio vantaggio sul tiro da tre punti e sulla serata ispirata di Dwayne Bacon, improvvisamente smarrisce ritmo e pulizia nelle esecuzioni, mentre il Real trova certezze in uomini e situazioni ben definite. Mario Hezonja prende per mano l’attacco con 20 punti complessivi, segnando canestri pesanti nel momento in cui la gara si decide, e Trey Lyles si affianca con una prova da 17 punti che allarga il campo e apre linee di penetrazione per i compagni. La rimonta, però, non è solo questione di numeri: è la diversa presenza fisica dei blancos, la capacità di togliere ritmo agli esterni ospiti e di punire ogni esitazione difensiva dall’altra parte, a trasformare Dubai da mina vagante a squadra in affanno.
Nonostante la sconfitta, la prova di Dubai resta tutt’altro che banale: Bacon firma 26 punti e si conferma punto di riferimento offensivo, mentre McKinley Wright aggiunge 14 punti dando ordine e pericolosità dal palleggio, a dimostrazione di come il progetto della franchigia del Golfo abbia già una sua identità tecnica. Il Real, dal canto suo, può leggere questo 107-93 come una vittoria che pesa doppio: per il modo in cui è arrivata, in rimonta, e perché consente di salire a un record di 11-8, restando pienamente dentro il traffico di alta classifica. Restano ai margini della rotazione Gabriele Procida e David Krämer, non utilizzati, così come non è della partita Dzanan Musa contro la sua ex squadra, dettaglio che aggiunge un pizzico di curiosità alla cronaca della serata. Al netto di tutto, il messaggio che esce dal WiZink Center è chiaro: questo Real Madrid, anche quando sembra sul punto di deragliare, ha ancora risorse tecniche e mentali sufficienti per ribaltare una notte storta in un’affermazione da copertina.