LBF A1Techfind: Bologna fa la storia e va in finale con Schio
Da giovedì 28 aprile la pallacanestro italiana vivrà una finale storica per lo scudetto, perché a contendere al Famila Wuber Schio il titolo (12^finale consecutiva e 20^ in assoluto per le orange venete) ci sarà la Virtus Segafredo Bologna. Che al suo terzo anno di vita centra un risultato fantastico, non così sorprendente se non nel modo in cui è arrivato. Gara 3 al Taliercio di Mestre in casa dell’Umana Reyer Venezia si è risolta a favore di Zandalasini e compagne col punteggio di 58 a 67.
Tutto o quasi si è deciso nei primi venti minuti d gara quando la sirena di metà partita ha mandato le squadre al riposto lungo con il tabellino dell’Umana Reyer che riportava uno sconcertante0 su 10 da 3 punti per le padrone di casa ed il punteggio della sfida sul 30 a 39 per Bologna. Che ha giocato una copia della partita vinta in casa giovedì scorso, con un attacco fluido ed ordinato, con la Zandalasini presente e quindi con tutte le sue compagne in fiducia anche in difesa. Cinili, che è stata letale all’inizio ed alla fine, Barberis, Battisodo, Pasa con le sue penetrazioni e Turner hanno beneficiato della buona tensione nervosa dell’ambiente ed hanno segnato a ripetizione riuscendo in difesa a creare diversi problemi all’attacco delle lagunari. Che a causa di un arbitraggio “contro la pallacanestro” in generale, hanno subito perso Astou Ndour, gravata di 4 falli dopo 1’e 30” dall’inizio del secondo periodo.
Su questo la Virtus è stata bravissima a costruire il suo vantaggio che nel terzo periodo è arrivato al più 16, 39 a 55. La partita ha avuto un sussulto quando proprio Ndour rientrata in campo, nel quarto periodo ha messo cinque punti di seguito trascinando le sue compagne verso un possibile recupero, fino al 58 a 62, ancora siglato dalla spagnola – aiutata nel frattempo da Madera – con4 minuti da giocare. Ma qui è venuta fuori Sabrina Cinili e la serata negativa di Yvonne Anderson che rispetto anche ad una sua media partita è stata troppo al di sotto di quel che può dare. Ed anche lo spegnimento subito nel corso della gara da Thornton che pure aveva iniziato con 13 punti nel solo primo quarto. Un po' troppo anche per una squadra orgogliosa come la Reyer che altro non ha potuto fare che alzare le mani di fronte ad una squadra che in stagione l’ha battuta 3 volte su 4.
Dall’altra parte complimenti alla Virtus Bologna, ad Angela Gianolla che ha tenuto fermo un timone agitato dall’esonero di Lino Lardo dopo gara 1 ma che dimostra che comunque il lavoro del tecnico genovese è stato buono: una squadra non fa risultato improvvisamente in quattro giorni perché qualcuno decide di dare una scossa. O c’è qualcosa dentro e c’è del lavoro dietro oppure hai voglia a caricare il generatore di energia…
E poi c’è. Il Famila. Che non finisce mai. Che ha dimostrato che con Ragusa vince sempre – otto sfide nei play off d cui quattro in finale, otto vittorie – e che ha giocato una partita giudiziosa aspettando il terzo quarto per cominciare ad attaccare la partita sul. Piano fisico approfittando del fatto che le ragazze di Ragusa - cui va una standing ovation per essere arrivate qui nonostante una stagione da incubo - non avessero più una stilla di carica nervosa e fisica, per conquistare la finale. Nel quarto periodo – i primi due sono stati sostanzialmente pari – Sottana e compagne hanno piazzato l’allungo decisivo che le ha portate al 71 a 59 finale, sfruttando tutta la qualità delle sue interpreti e la lunghezza della sua panchina. Comunque è stata una partita bella, tosta, fisicamente impegnativa come lo erano state le prime due, quindi complimenti ai due coach per il lavoro fatto sin qui.
Anche in questo caso gli arbitri sono stati molto al di sotto del valore della sfida per cui c’è da chiedersi se per la serie finale vedremo dei direttori di gara di cui non sentiremo il bisogno di scrivere se non il nome nel tabellino.