Unicusano Avellino nella tana della capolista Dole Rimini
Avellino si prepara a una delle trasferte più impegnative della stagione: domani alle 18.00 i biancoverdi faranno visita al PalaFlaminio per affrontare Rimini, una delle squadre più complete e attrezzate dell’intera Serie A2 Old Wild West. La formazione romagnola, per struttura fisica, talento e atletismo, è tra le principali candidate alla promozione e ha dimostrato di saper reggere l’urto delle difficoltà stagionali, giocando a lungo senza Robinson, poi senza Ogden e dovendo rinunciare anche a Tomassini. Avellino arriva da tre gare di alto livello contro Pesaro, Brindisi e Verona, dalle quali ha raccolto quattro punti su sei; Rimini, invece, ha affrontato Rieti, Livorno e Ruvo, perdendo due delle ultime tre sfide. La giornata si gioca con il risultato già acquisito dell’anticipo, che ha visto la Fortitudo Bologna superare Torino 73‑68, un esito che ha rimescolato ulteriormente la classifica: Rimini, ora in vetta seppur in coabitazione con altre cinque squadre, torna a vedere concreta la possibilità di una promozione diretta. La sfida di domani assume quindi un peso ancora maggiore.
La società romagnola ha confermato la fiducia a coach Dell’Agnello fino al 2027, segnale di un progetto solido e di una convinzione crescente: questa potrebbe davvero essere la stagione del ritorno in Serie A. Per Avellino, affrontare Rimini sul suo parquet richiederà un approccio da grande squadra: non solo intensità difensiva, ma anche gestione dei ritmi, controllo dei possessi e capacità di mantenere compattezza per quaranta minuti. Le vittorie con Pesaro e Verona sono arrivate grazie a una difesa di altissimo livello, e lo stesso sarà necessario al PalaFlaminio, dove all’andata gli irpini si imposero 87‑78. Sarà fondamentale limitare le iniziative di De Negri, contenere Marini e prestare massima attenzione al rientro di Robinson. Occhi puntati anche sui lunghi atipici: Simioni e Leardini sono pericolosissimi nel tiro da fuori, mentre nel pitturato l’energia di Camara rappresenta un fattore costante.
Rimini ha vissuto una stagione meno lineare rispetto alla precedente, complice l’assenza prolungata dei due americani Ogden e Robinson. Per colmare il vuoto, il diesse Bolognesi ha inserito Alipiev, già visto da Avellino nella gara contro Mestre: un’ala con un tiro da tre punti devastante. Il gruppo ha comunque mantenuto competitività grazie a un nucleo italiano di altissimo livello per la categoria: Tomassini, Denegri e Marini formano un reparto esterni che poche squadre possono permettersi. Sotto canestro, Leardini, Sankare, Camara e il tiratore Simioni hanno garantito solidità e continuità, permettendo alla squadra di restare nelle zone alte della classifica. Rimini è un mix di talento, fisicità e atletismo, e punta apertamente al primo posto.
I numeri.
Cancellando la gara con Bergamo ritiratasi dal campionato, Avellino segna 79.6 punti di media, tirando con il 36% da tre, il 52% da due e il 77% ai liberi. Chandler continua a crescere e con 13.3 punti a partita è il miglior realizzatore dietro Lewis e Mussini. Rimini produce 81.4 punti di media, con Marini miglior marcatore a 14.3 e Denegri a quota 13. Tomassini è il più preciso dall’arco con il 45%. In casa i biancorossi esprimono il meglio del loro potenziale, tirando molto e bene da tre punti (37%).