Dopo l’intervallo, il copione non cambia: le triple continuano a piovere sulla testa dei Knicks, l’inerzia resta saldamente nelle mani dei Pistons e il divario tocca i trenta punti sul 90-60, trasformando l’ultimo quarto in un lungo garbage time. Anche in una fase ormai priva di suspense, però, Detroit non abbassa davvero la guardia e chiude con un +38 che pesa tanto in classifica quanto nel messaggio mandato al resto della conference: quando la difesa è così compatta e l’attacco così fluido, c’è davvero una sola squadra in campo. Per New York resta la sensazione di non essere mai entrata nel duello. Boxscore: 18 Jenkins, 15 Harris e Stewart, 12 Reed, 11 Cunningham per i Pistons; 19 Bridges, 12 Brunson, 11 Clarkson per i Knicks.
New York travolta dai Pistons con un +38 che pesa in vetta a Est
Il big match della Eastern Conference, rivincita del confronto nettamente vinto dai Pistons a gennaio, non mantiene ancora una volta le promesse di equilibrio: Detroit viaggia due o tre marce sopra New York e chiude la pratica con un eloquente 118-80 che interrompe la striscia positiva dei Knicks. L’illusione dura giusto il tempo delle due triple iniziali di Mikal Bridges, poi il ritmo si spegne soffocato da errori, scelte affrettate e da una difesa dei Pistons che si sistema e comincia a mordere. Il primo quarto, povero di qualità ma chiuso sul 28-17, viene spaccato definitivamente tra la fine della prima frazione e l’inizio della seconda, quando i ragazzi di JB Bickerstaff, pur senza Jalen Duren, dominano a rimbalzo offensivo, colpiscono dall’arco e fanno lievitare il margine oltre i venti punti, mentre Jalen Brunson e compagni, privi di Karl-Anthony Towns, si schiantano contro tiri complicati e stoppate emblematiche come quella sull’ultima conclusione del primo tempo, che fotografa il 63-42 dell’intervallo.