Il finale è da pura narrativa NBA: a 50 secondi dalla sirena Bones Hyland illude i Timberwolves con la tripla del sorpasso, ma Zion risponde subito con un gioco da tre punti che ribalta ancora il punteggio sul 117-115 a 35.5" dalla fine, certificando la sua serata da 29 punti. Edwards ha il tiro per rimettere tutto in discussione, ma la sua conclusione è corta, Bay cattura il rimbalzo, subisce fallo da Julius Randle a 10.8" dal termine e dalla lunetta chiude il discorso con i due liberi del definitivo 119-115, completando la sua prova da 30 punti. In mezzo, la doppia doppia di Rudy Gobert (12 punti e 16 rimbalzi) e i 24 di Randle non bastano a evitare la vittoria dei Pelicans, che chiudono una striscia negativa di tre sconfitte consecutive.
Pelicans di carattere: rimonta da -18 e colpo sui Timberwolves
A un certo punto sembrava la classica serata da archiviare in fretta: i Timberwolves volano fino al +18 sul 77-59 a inizio terzo quarto, Anthony Edwards è in ritmo totale con 35 punti complessivi (23 già nel primo tempo) e New Orleans dà l’impressione di non riuscire a trovare un appiglio difensivo. Invece, possesso dopo possesso, i Pelicans rimettono insieme i pezzi della propria partita, aggrappandosi alla fisicità di Zion Williamson nel pitturato, chirurgico con un 11/13 tutto costruito in post, e al tiro pesante di Trey Murphy III, che con due triple consecutive a cavallo tra terzo e quarto periodo riapre definitivamente il confronto. La rimonta prende forma quando Saddiq Bay, già protagonista offensivo, firma cinque punti di fila fino al 102-102, mentre il rookie Derik Queen, perfetto con un 4/4 dall’arco dopo essere arrivato alla gara con appena dieci triple segnate in stagione, aggiunge un livello inatteso di pericolosità perimetrale che costringe Minnesota a rivedere le proprie rotazioni, già complicate dai problemi di falli di Jaden McDaniels e dai minuti extra concessi a Johnny Juzang.