LBA - I 128 giorni di passione della Virtus Roma

Storia dell'ultimo periodo, senza opinioni, della Virtus Roma
23.10.2020 08:30 di Eduardo Lubrano Twitter:    Vedi letture
LBA - I 128 giorni di passione della Virtus Roma

Se come hanno scritto Mario Canfora sulla Gazzetta dello Sport, Andrea Barocci sul Corriere dello Sport, la Redazione di Pianetabasket nei primi giorni di questa settimana, la Virtus Roma potrebbe essere alle ultime ore della sua attività, sarà forse il caso di portarsi avanti col lavoro e fare un po' di storia degli ultimi 128 giorni.

Perché tanti sono, dal 17 maggio al 22 ottobre, quelli passati dall’uscita del comunicato stampa nel quale l’ingegner Claudio Toti comunicava la sua volontà – perché non più nelle condizioni – di non essere ancora l’unico al timone, economico, della Virtus Roma. Messaggio chiarissimo: “I 3 milioni e mezzo di euro (circa) che erano a budget per la stagione 2019-20 (interrotta ahìnoi come sappiamo) non posso e non voglio più metterceli solo io. Serve qualcuno che mi dia una mano. E questa volta faccio sul serio”. Quasi subito si è saputo che prima del lockdown c’era una trattativa molto vicina alla conclusione per la cessione della società. Una trattativa interrotta e non più ripresa per le sopravvenute difficoltà anche degli acquirenti. Poi il silenzio. Una ridda di voci che non è il caso di ricordare. Il 30 luglio Claudio Toti convoca una conferenza stampa in streaming per annunciare che il giorno dopo – termine ultimo valido – avrebbe iscritto la Virtus al campionato della LBA.

Come mai? Perché un paio di imprenditori gli avevano assicurato il loro appoggio concreto, sicuro. Certo. Salvo un passaggio formale, tecnico con i CdA delle rispettive società che avrebbero dovuto ratificare gli accordi. Tempi? Venti, trenta giorni, visto che s’era ad agosto. Bene, tutti contenti, è partito il mercato e la squadra è stata fatta dal DS Spinelli e da coach Bucchi in pochi giorni ma con buoni risultati perché sulla carta sono arrivati tutti ottimi giocatori. Italiani ed americani.

Però il 19 agosto in una intervista sulla Cronaca di Roma de la Repubblica, a me rilasciata, Claudio Toti ha iniziato a mandare un segnale di preoccupazione: ”Chi vuole la Virtus faccia in fretta…per me i tempi si stanno allungando un po' troppo…”.   Si arriva in mezzo ad incertezze crescenti -  il 10 settembre sempre su Repubblica ho scritto in forma forse meno forte le stesse cose della Gazzetta, Corriere dello Sport, Pianetabasket di questa settimana e non solo -  a poco dopo la metà di settembre quando torna in scena Massimiliano Del Conte, manager sportivo abruzzese, di Chieti. Di lui s’era già parlato a giugno perché mediatore di una cordata disponibile a rilevare il club capitolino, anche per interesse da parte di alcuni imprenditori al progetto Casa Virtus e del nuovo Palazzo dello sport. A giugno non se ne fece nulla perché. Non si è mai saputo se perché Toti non era convinto o perché la cordata in quel momento si tirò indietro per ragioni tanto diverse quanto valide.

Claudio Toti chiede dunque a metà settembre a Del Conte se fosse ancora in piedi quell’ipotesi di mettere insieme quella cordata. Del Conte risponde di sì, passa spesso a Roma, riannoda i contatti con le persone che aveva sentito a giugno ed il 29 settembre dice che nel giro di 15 giorni potrebbe esserci uno sponsor pronto a versare nelle casse della società una cifra importante per coprire, o aiutare a coprire le prime necessità. Quei famosi stipendi, affitti delle case dei giocatori e staff, e quant’altro serve ad avviare una stagione costosa come quella di una società di pallacanestro. Quando si parla di dipendenti è bene ricordare che bisogna considerare non solo quelli della Lamaro (cui Toti ha fatto spesso e giustamente) riferimento in questi anni ed in questo periodo i giocatori, l’allenatore, lo staff tecnico ma anche quelli che lavorano in società. Specie se il ritardo, come in questo caso, è significativo. Già perché ad oggi tutte queste incombenze, tutte quelle di cui ho scritto, non sono state onorate.

Al punto che si è parlato di giocatori in sciopero, di un americano che avrebbe chiesto di andar via, Dario Hunt, e che di qui a breve si aprirebbe lo scenario di un ritiro della squadra dal campionato di serie A. Impensabile? Non così tanto. Almeno seguendo il filo dei fatti. Senza opinioni…quelle ne hanno offerte tante in tanti a mazzetti….

Da qualche giorno dalla cordata abruzzese non si hanno notizie. Non perché non ci sia nulla, chissà. Certamente perché Del Conte dopo un iniziale periodo nel quale specie sui social, comunicava con tutti che le cose erano a posto e che c’era già qualcosa di firmato e pronto, ha smesso di farlo proseguendo la sua opera di ricerca sponsor nell’ombra. Già, di questo si tratta ed una cosa in effetti è stata firmata: il mandato che Toti gli ha conferito per trovare aziende disposte a sponsorizzare (il termine è vecchio ma va bene lo stesso) la Virtus Roma e progressivamente a subentrare nella proprietà della stessa.

"Prima entra uno sponsor a breve e ci mettiamo seduti per scrivere i tempi della cessione del club…Prendiamoci tempo fino a dicembre per fare le cose per bene…Forse c’è qualcuno interessato a rilevare la Virtus in tempi meno lunghi…"

Claudio Toti, sempre ad oggi, non intende rimangiarsi la parola cioè non intende mettere mano al portafoglio e sistemare le cose che pendono: stipendi, affitti per le case, ecc. ecc. Fino ad oggi. Tantomeno, sempre seguendo il filo logico delle sue parole, fino a dicembre. Dunque niente più Virtus Roma? E’ un’ipotesi realistica. A meno che non succeda qualcosa a breve…ore, minuti.. O che pur di non passare alla storia come “L’uomo che fece sparire la Virtus Roma” l’ingegner Toti decida un clamoroso colpo di scena mettendo a posto tutto e garantendo la sopravvivenza del club. In questo  caso la domanda sarebbe: fino a quando?