Real Madrid da grande squadra: Lyles illumina la rimonta sul campo dell’ASVEL
A Villeurbanne il Real Madrid dimostra ancora una volta perché resta uno dei riferimenti assoluti del panorama europeo: soffre, rincorre, sembra più volte sul punto di cedere a una ASVEL aggressiva e ispirata, poi nell’ultimo quarto cambia faccia, alza la qualità delle scelte e si affida al talento di Trey Lyles per uscire dal parquet con un 69-80 che pesa parecchio in classifica. Per tre quarti la partita è una scalata per la squadra di Sergio Scariolo, che vede i francesi dettare ritmo e intensità, alternando parziali e break che più di una volta spingono i padroni di casa fino al +9 e danno la sensazione di poter firmare quella che sarebbe stata una vittoria pesantissima nella loro corsa salvezza europea. Il Real, però, resta aggrappato alla gara con la pazienza delle grandi squadre: nonostante un attacco a tratti contratto, trova risorse sparse lungo il roster, rientra a più riprese, limita i danni nei momenti peggiori e arriva al trentesimo sul -5, con l’inerzia ancora in bilico e la sensazione che, se solo avesse trovato un filo di continuità in più, la partita avrebbe potuto prendere ben altra direzione già prima.
L’avvio di gara racconta bene l’equilibrio dei primi 20 minuti: le due squadre si alternano al comando, nessuna riesce a scappare davvero e serve il primo strappo firmato da Lyles per vedere il Real toccare il +5 nel cuore del primo quarto, prima che l’ASVEL reagisca con un contro-parziale che ribalta il punteggio e chiude il primo segmento sul 18-17. Nel secondo periodo i francesi di Pierric Poupet trovano coraggio, aumentano la fisicità sui portatori di palla madrileni, sporcano ogni linea di passaggio e, possesso dopo possesso, costruiscono un margine che arriva di nuovo a sfiorare la doppia cifra, sfruttando la spinta di un palazzetto che si accende a ogni recupero e a ogni canestro in transizione. Il Real sembra sul punto di perdere contatto quando il tabellone segna 39-30, ma proprio in quel momento tira fuori l’ennesimo contro-break, stringe le maglie dietro, trova canestri pesanti per ridurre lo scarto e arriva all’intervallo sul 41-36, ancora sotto ma pienamente dentro la partita; copione che si ripete nel terzo quarto, con l’ASVEL di nuovo a +9, i campioni di Spagna che rientrano fino al -2 e i francesi avanti di cinque all’ultima pausa, prima che la marea si rovesci definitivamente.
È nell’ultimo quarto che entra in scena, in versione definitiva, la “Real Madrid mode”: la difesa diventa molto più fisica senza perdere lucidità, le linee di passaggio si chiudono, l’area viene protetta con ben altra durezza e l’ASVEL, che fino a quel momento aveva trovato ritmo e fiducia, improvvisamente si spegne, limitato a soli 8 punti in dieci minuti. Dall’altra parte del campo, Lyles decide di prendersi la partita: il lungo canadese firma un quarto periodo da antologia, si prende responsabilità in isolamento, punisce i cambi difensivi, colpisce da fuori e vicino al ferro fino a infilare 12 punti consecutivi che trasformano un finale aperto in un allungo inesorabile verso la doppia cifra di margine. Il parziale conclusivo di 24-8 sintetizza alla perfezione la metamorfosi del Real, che chiude i conti sul 69-80, sale a 12-8 in classifica superando l’Olympiacos – che resta subito dietro con una gara in meno – e lascia l’ASVEL all’ultimo posto insieme al Partizan.