Hapoel Tel Aviv, la tempesta nel secondo tempo travolge Dubai
Per venti minuti Dubai dà l'impressione di poter mettere davvero le mani su una vittoria di prestigio, ma al rientro dagli spogliatoi la partita cambia completamente volto e diventa un monologo Hapoel Tel Aviv. La squadra di Dimitris Itoudis riparte con un’intensità diversa, ribalta tutto quello che c'è da ribaltare e chiude la serata con un secondo tempo da 49-19 che racconta meglio di qualsiasi altra cifra il dominio israeliano dopo l’intervallo, fino all’85-60 che vale un successo netto e pesantissimo in chiave classifica. Con questo risultato l’Hapoel resta in vetta, in coabitazione con il Valencia a quota 14-6, mentre Dubai scivola sul 9-11 e vede allontanarsi la zona top 10, pagando a caro prezzo la scomparsa offensiva dell’ultimo quarto e l’incapacità di trovare contromisure efficaci alla pressione difensiva crescente dei padroni di casa.
E pensare che l’avvio sembrava sorridere alla squadra degli Emirati: Petrusev e Abbas trovano subito ritmo, costruiscono il primo 7-11 e costringono l’Hapoel ad aggrapparsi al talento di Vasilije Micic per restare in scia. Bacon e Kamenjas firmano il 13-21 che gela per un attimo il pubblico di Tel Aviv, ma i padroni di casa cominciano a trovare risposte dal proprio reparto lunghi con Odiase, che accorcia sul 17-24 e impedisce a Dubai di scappare davvero nel punteggio alla fine del primo quarto. Nel secondo periodo l’Hapoel alza il volume dal perimetro: Blakeney e Jones danno ossigeno dalla lunga distanza, la partita torna sul filo del rasoio sul 23-24, ma gli ospiti si affidano alla mano calda di Avramovic per tenere il naso avanti e arrivare fino al 36-41 di metà gara, con Itoudis ancora alla ricerca del quintetto ideale in grado di coniugare equilibrio, fisicità e pericolosità offensiva.
La svolta vera arriva però al rientro dagli spogliatoi: un 8-0 firmato soprattutto da Bryant vale il primo sorpasso Hapoel sul 44-41, mette in moto il palazzetto e, soprattutto, cambia la fiducia con cui i padroni di casa attaccano ogni possesso. Dubai prova a restare aggrappata con Petrusev, che per qualche minuto tiene viva la squadra quasi da solo, ma il binomio Blakeney–Micic sale di colpi, costruisce il primo allungo deciso e apre la strada a un finale a senso unico, in cui entrano prepotentemente anche Odiase e Motley, protagonisti del break che porta il vantaggio fino al +15 a fine terzo quarto.
L’ultimo periodo è una lunga, inesorabile discesa per gli ospiti: Jones e Blakeney spingono la fuga oltre i venti punti, Dubai smette di trovare il ferro, resta a secco per lunghi tratti e chiude con appena 6 punti segnati nell’ultima frazione, mentre l’Hapoel gestisce con autorità il +25 e, pur sapendo di riposare nel prossimo turno per il rinvio della sfida con Parigi, manda un messaggio chiaro alla concorrenza: per togliere il primo posto a questa squadra, servirà ben altro.