L'Olympiacos cede nel finale nella Istanbul del Fenerbahçe
Per oltre mezz’ora è sembrato che l’Olympiacos potesse davvero portare via da Istanbul una vittoria di peso, di quelle che fanno rumore nella corsa alla parte alta della classifica. Con rotazioni corte, qualche assenza pesante e la consapevolezza di dover abbassare ritmo e punteggio, la squadra di Bartzokas ha incanalato la sfida sul terreno preferito: controllo del pallone, difesa fisica, gestione del tempo contro un Fenerbahçe insolitamente freddo dall’arco – addirittura senza triple a segno in tutto il primo tempo. Sul 36-40 dell’intervallo i biancorossi avevano esattamente la partita che volevano, costruita sulle certezze di un Vezenkov tornato sui suoi standard abituali, su un Donta Hall perfettamente calato nel ruolo di Milutinov e sulla mano di Dorsey e Fournier pronti a punire ogni minima rotazione tardiva della difesa turca. Dall’altra parte, però, il Fener teneva botta nonostante l’imbarazzante 0/13 dall’arco, aggrappandosi alla capacità di attaccare il ferro e di restare a contatto.
Il copione cambia lentamente ma in modo inesorabile nel secondo tempo, quando la squadra di Jasikevicius trova finalmente ossigeno dal perimetro e inizia a far valere profondità e freschezza. Melli rompe l’incantesimo con la prima tripla della serata gialloblù, Biberoğlu lo segue, e intanto Horton-Tucker continua a bucare la prima linea biancorossa con una continuità disarmante, collezionando penetrazioni, appoggi e tiri dalla media che scavano piccoli solchi nel muro del Pireo. L’Olimpiacos prova a restare aggrappato con il solito Vezenkov, Hall che domina il pitturato e i lampi di Dorsey, ma la partita si riequilibra del tutto sul 62-62 di fine terzo quarto. Nel frattempo, Baldwin cresce di colpi in regia, inizia a leggere meglio i cambi difensivi, mette punti, ma soprattutto distribuisce giochi per i lunghi e per un Boston che, dal mid-range e in penetrazione, diventa la “valvola di sfogo” perfetta contro una difesa ormai in affanno.
È nell’ultimo quarto che emergono con chiarezza i due temi della serata: da una parte la stanchezza e le rotazioni corte di Bartzokas, dall’altra la capacità del Fenerbahçe di alzare il volume in difesa. I turchi intensificano il pressing sulla palla, sporcano linee di passaggio e costringono l’Olympiacos a tiri più difficili e a qualche scelta affrettata, mentre Boston piazza il break con un gioco da tre punti e due canestri in sequenza che aprono il solco, prima che Baldwin completi l’opera con una tripla dall’angolo. Horton-Tucker continua a martellare il pitturato con percentuali altissime, Melli aggiunge la sua presenza silenziosa ma decisiva a rimbalzo e nelle rotazioni difensive, e il parziale che porta per la prima volta la squadra di Jasikevicius sul +7 sembra togliere sicurezza ai biancorossi, che smarriscono proprio quel “cervello pulito” che li aveva accompagnati per tre quarti. L’ultimo tentativo di rientro dell’Olimpiacos si infrange sulla solidità turca e su un attacco che, una volta trovate le misure dalla lunga distanza, non si guarda più indietro: il 88-80 finale consolida il Fenerbahçe in vetta, con una partita ancora da recuperare, mentre i greci scivolano in una zona di classifica in cui ogni dettaglio peserà tantissimo nella corsa alla top 4.