Cameron Payne guida i 76ers alla rimonta da urlo e vittoria sui Grizzlies
I Philadelphia 76ers firmano una delle rimonte più convincenti della loro stagione, superando i Memphis Grizzlies per 139-129 in una notte che sembrava destinata a complicare ulteriormente la corsa ai playoff. Senza Tyrese Maxey, fermato da un infortunio al tendine del dito e fuori almeno tre settimane, e senza Joel Embiid, ancora alle prese con un problema all’obliquo, la squadra di Nick Nurse si affida al talento e alla personalità di Cam Payne. Il veterano risponde con 32 punti, di cui 13 nel solo quarto periodo, guidando un gruppo che non ha mai smesso di crederci. Accanto a lui brilla il rookie VJ Edgecombe, rientrato dopo tre gare di assenza e subito protagonista con 21 punti e una schiacciata spettacolare che conferma la piena ripresa dalla contusione lombare.
Memphis prova a scappare con i 26 punti di Ty Jerome, ma il momento chiave arriva negli ultimi dieci minuti: la tripla dello stesso Jerome vale il 115-107, poi però i Grizzlies si inceppano per oltre tre minuti e mezzo, mentre Philadelphia piazza un 12-0 che ribalta completamente l’inerzia. La tripla di Payne per il 119-115 accende il Wells Fargo Center e da lì i 76ers non si voltano più indietro. Dominick Barlow firma il +11 con un gioco da tre punti, mentre la frustrazione di Memphis esplode nel finale con l’espulsione di Jerome per doppio tecnico. Una serata che conferma il momento difficile dei Grizzlies, alla quinta sconfitta consecutiva e con una lista di indisponibili (11) più lunga di quella dei giocatori effettivamente a disposizione (10).
Per Philadelphia, invece, è una vittoria che pesa e che racconta la profondità del roster in un periodo segnato dalle assenze: oltre a Maxey ed Embiid, mancava anche Paul George, ancora sospeso per violazione del programma antidroga NBA. Nurse aveva chiesto solidità e responsabilità diffusa, e la risposta è arrivata con una prova corale in cui Oubre Jr. (31 punti e 12 rimbalzi) e Quentin Grimes (22 punti) hanno affiancato alla perfezione il duo Payne–Edgecombe. Il 139-129 finale fotografa una squadra capace di reagire, di trovare soluzioni alternative e di trasformare una serata complicata in un successo fondamentale nella corsa alla parte alta della Eastern Conference.