Con le stoppate di Sarr, i Wizards respingono il comeback del Magic

Con le stoppate di Sarr, i Wizards respingono il comeback del Magic
© foto di nba.com

Quinta vittoria nelle ultime sette per i Wizards, ma stavolta il percorso è tutto fuorché lineare: Washington costruisce un vantaggio enorme, lo vede quasi svanire e alla fine si affida alla freddezza di CJ McCollum e alla presenza dominante di Alex Sarr per piegare un Magic mai domo. L’inizio è un manifesto di quello che Washington vorrebbe essere ogni sera: aggressiva, lunga, atletica. Bilal Coulibaly apre il match con un recupero seguito da una schiacciata in campo aperto, poi continua a incidere su entrambi i lati del campo, arrivando a 7 punti nel primo quarto e prendendosi la responsabilità di marcare Paolo Banchero, che fatica a trovare ritmo contro le sue braccia infinite. Accanto a lui, Tre Johnson non si mette in mostra tanto per il tiro quanto per la capacità di creare: serve Alex Sarr per una schiacciata, poi lo pesca sul perimetro per la tripla che innesca un 7-0 e dà il primo strappo alla gara. Con Sarr già a quota nove punti i Wizards che chiudono il primo periodo leggermente avanti, 30-29. Nel secondo quarto, l’energia di Justin Champagnie alza ulteriormente il volume: due triple, un rimbalzo offensivo convertito e un’intercetto trasformato in assist per Marvin Bagley III spingono Orlando fuori giri, mentre Sarr rientra e riprende il suo show, alternando un altro canestro pesante a conclusioni vicino al ferro fino ad arrivare all’intervallo già con 16 punti e 6 rimbalzi. Le 11 palle perse del Magic alla pausa diventano benzina per i Wizards, che volano negli spazi aperti e rientrano negli spogliatoi con un margine rassicurante, 62-50.

Il terzo quarto di Washington: difesa feroce, transizione continua, entusiasmo alle stelle. Coulibaly è il simbolo di questo “cantiere” difensivo, accumulando già quattro recuperi e guidando una squadra che segna 14 punti direttamente generati dalle palle perse di Orlando. Il vantaggio si dilata fino a toccare i 26 punti, con la tripla di Champagnie che fissa il 89-63 e dà l’idea di una partita ormai in ghiaccio. Ma i Magic, pur privi di esperienza in alcuni dei suoi protagonisti, non molla: i rookie Noah Penda e Jase Richardson giocano senza paura, attaccano il ferro, corrono il campo e, possesso dopo possesso, rosicchiano lo scarto fino a riportarlo a 14 punti, 101-87, alla soglia dell’ultimo quarto.

Nell’ultimo periodo riaffiora l’inesperienza di Washington: l’attacco si blocca, arrivano solo 2 canestri su 10 tentativi per aprire il quarto. Orlando continua a spingere, e a 5 minuti dalla sirena un layup di Goga Bitadze riporta gli ospiti a un solo possesso di distanza, 107-105, facendo sembrare possibile un comeback da copertina. È in quel momento che CJ McCollum decide che la storia della partita non cambierà: prima alza un alley-oop perfetto per Sarr, poi colpisce dalla media distanza e infine piazza una tripla pesantissima che ricaccia indietro gli ospiti. Un altro canestro pesante dall’arco spinge il margine sul 117-107 a meno di due minuti dalla fine, mentre dall’altra parte del campo Sarr chiude la porta: tre stoppate in tre possessi consecutivi, a proteggere un ferro che nel momento clou diventa territorio proibito. Coulibaly aggiunge due rimbalzi fondamentali per congelare i possessi finali e, alla sirena, resta la fotografia di una squadra giovane che ha rischiato di buttare via una serata perfetta, ma che grazie ai 27 punti di McCollum, al dominio a tutto campo di Sarr (23 punti, 8 rimbalzi, 4 stoppate) e alla crescita dei suoi prospetti porta comunque a casa la decima vittoria stagionale.