Valencia travolgente a Belgrado, Stella Rossa sommersa

Valencia travolgente a Belgrado, Stella Rossa sommersa
© foto di EuroLeague Basketball

A Belgrado il Valencia dà un’ulteriore spallata alla sua stagione di Eurolega, firmando una vittoria da centello sul campo della Stella Rossa che dice tantissimo sul momento delle due squadre: spagnoli in corsa sfrenata e soli in vetta, serbi in grande difficoltà nel reggere ritmo e letture di una partita che li vede presto costretti a inseguire.  L’avvio, in realtà, racconta di una sfida vera, fisica, giocata a viso aperto: Kalinic e Cameron Taylor rispondono colpo su colpo dall’arco, il numero 3 degli ospiti è subito protagonista con sei punti quasi in fotocopia e per qualche minuto le squadre viaggiano appaiate, scambiandosi canestri senza che nessuno riesca a scappare. È proprio a metà del primo quarto che Valencia comincia a cambiare marcia: una tripla di Moore mette due possessi pieni di distanza, la transizione diventa un’arma costante e le letture senza palla degli esterni spagnoli mettono a nudo tutte le difficoltà difensive della Stella Rossa, che fatica a contenere sia il primo palleggio sia le corse dei giocatori lontano dalla palla, fino al 20-34 che fotografa un primo periodo quasi perfetto degli ospiti.

La seconda frazione si apre con un piccolo segnale serbo, il canestro di Ojeleye che spezza il 14-0 ospite, ma l’inerzia resta saldamente nelle mani del Valencia, che gestisce il vantaggio con una calma quasi disarmante. La Stella Rossa prova ad alzare la pressione, a sporcare le linee di passaggio e a rendere più complicata l’uscita dal lato debole, ma davanti continua a fare una fatica enorme a trovare soluzioni pulite, mentre gli ospiti alternano pick and roll, transizione e giochi in isolamento senza mai dare punti di riferimento, allungando di nuovo ogni volta che il pubblico di Belgrado prova a farsi sentire. Il tecnico alla panchina serba dopo il fallo fischiato a Kalinic accende definitivamente il clima, Nwora prova a ridare vita all’arena con una tripla in campo aperto e qualche iniziativa di energia, ma Montero si incarica di spegnere ogni incipiente rimonta: il dominicano è ovunque, ruba palloni, attacca il ferro, si costruisce un parziale personale che respinge indietro la Stella Rossa e spinge Valencia fino al +17 dell’intervallo, un margine che racconta bene la distanza vista tra le due squadre nei primi 20 minuti.

Il terzo periodo regala almeno l’illusione di una partita nuova: sospinta da un pubblico che non smette mai di crederci, la Stella Rossa parte con un 11-0 che rimette lo scarto entro i dieci punti e trasforma il palazzetto in una bolgia, con Nwora e Izundu a guidare la carica. Valencia, però, non si snatura e non va nel panico: resta fedele al proprio piano, torna a correre in transizione appena recupera un pallone, si appoggia di nuovo ai canestri di Badio e Montero e rimette in pochi possessi la distanza in doppia cifra, fino a ricostruire il +13 con cui chiude il terzo quarto, spegnendo di fatto la grande ondata serba. Ultima frazione: Thompson apre il periodo con una tripla pesantissima, Moneke aggiunge un’altra “bomba” nel momento in cui la Stella Rossa prova l’ultimo assalto, e da lì in poi è solo gestione di un vantaggio che tocca anche i venti punti grazie alla solita corsa in campo aperto e alla capacità di punire ogni errore dei padroni di casa. Valencia arriva fino al 106-89 finale senza mai dare l’impressione di calare davvero d’intensità, si prende un successo larghissimo in uno dei campi più caldi d’Europa e manda un messaggio chiaro al resto della competizione: in questo momento, il primo posto in Eurolega non è un caso, ma la naturale conseguenza di una squadra che sa esattamente cosa vuole essere.