LBA - Il Medioevo del Basketball: a quando l'evoluzione?

17.02.2020 10:36 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
LBA - Il Medioevo del Basketball: a quando l'evoluzione?

(di Carlo Fabbricatore). Usciamo dai secoli bui! Euroleague non è la madre di tutti i problemi che attanagliano la pallacanestro. La manifestazione ECA è semplicemente il migliore spettacolo cestistico dopo la NBA. Se dobbiamo giustificare le 18 squadre della serie A italiana attaccando Euroleague … non ci siamo proprio. Le 14 squadre proposte da Milano sono semplicemente la conseguenza logica di un’analisi seria dello stato di salute del movimento italiano. La diminuzione dei club che hanno le risorse per poter essere competitivi rende inevitabile la drastica diminuzione del numero delle squadre.

Dovremmo interrogarci se i club hanno fatto qualcosa per migliorare, non scaricare responsabilità su un’altra lega. Quali società hanno intrapreso programmi virtuosi per cercare di raggiungere un autofinanziamento senza ricorrere ai pareggi di bilancio tramite i denari delle proprietà? Quando leggo riferimenti a 30 anni fa sorrido: il mondo è cambiato! Non esistono più i cartellini, è stata sancita la libera circolazione dei lavoratori comunitari, … potrei continuare all’infinito.

Il passato è stato bello ma sicuramente non previdente: quanti club dell’epoca si sono ridimensionati? Rispondere a questa domanda ci permette di capire quello che sta succedendo ai nostri giorni. Per cortesia basta con l’esempio dell’Est Europa ante caduta muro di Berlino!

“Non servono i General Manager”: affermazione che mi lascia sbigottito. I club sono aziende che fatturano milioni di euro e la soluzione primaria è quella di tagliare i dirigenti? Ma siamo su scherzi a parte! Le aziende moderne sono strutturate e non possono prescindere dalle capacità dei dirigenti
che le gestiscono.

L’uomo solo al comando risale al passato. I club devono essere capaci di evolversi come si sono evolute le aziende in tutti i settori per non essere condannati a sparire, questa è la dura realtà. La serie A è un campionato professionistico e quindi deve assolutamente avere l’autonomia gestionale: tesseramenti, giustizia, arbitri, calendari e soprattutto controllo finanziario.

La solidità finanziaria dei club deve essere la condizione imprescindibile per poter aderire a una Lega professionistica. Purtroppo il diritto sportivo è obsoleto in quanto figlio di vecchie dinamiche sportive. I club aderenti alla lega devono produrre garanzie reali pluriennali per potere garantire uno
spettacolo adeguato nel tempo.

Mancano i giovani? Vero, ma la soluzione non è sicuramente andare a cercare giocatori con antenati italiani in giro per il mondo. La federazione dovrebbe veicolare risorse economiche e tecniche nei giovani che praticano il nostro amato sport in Italia senza distinzione alcuna (Tam Tam Basket
docet).

La base deve essere incentivata da interventi mirati: cosa è stato fatto con la scuola per fare avvicinare i ragazzi e le ragazze alla pallacanestro? Investire nei giovani in Italia è la strada da seguire senza prendere scorciatoie.

La pallacanestro è stato il primo sport ad avere gli sponsor sulle maglie, a sottoscrivere un grande contratto per i diritti televisivi, … ma adesso siamo ancora uno sport moderno e all’avanguardia?

Il ricordo sereno del passato non deve impedire l’evoluzione, pena l’estinzione!

Land of Basketball

Carlo Fabbricatore