Il 1° febbraio 1995 John Stockton si prese il record che Chris Paul non potrà mai raggiungere
Una bella storia scritta dal destino è il giorno in cui John Stockton è diventato il miglior passatore di sempre nella storia NBA è stato suggellato da ciò che ha fatto per tutta la carriera: servire Karl Malone. Fu proprio su un assist per il “Postino” che il play degli Utah Jazz superò la leggenda dei Lakers Magic Johnson in cima alla classifica degli assist, iniziando un regno statistico che dura ancora oggi. Il dato che impressiona non è solo il totale – 15.806 passaggi vincenti al momento del ritiro – ma la continuità con cui è stato costruito: una media di 10.5 assist a partita spalmata su 19 stagioni, praticamente senza infortuni, sempre presente, sempre al comando del gioco. Stockton, dopo aver conquistato il primato, è rimasto in attività per altri otto anni, allargando un solco che con il passare del tempo è sembrato sempre più impossibile da colmare.
Oggi il più vicino a quel record è Chris Paul, che nel corso della sua carriera ha superato Jason Kidd e si è issato al secondo posto assoluto con 12.552 assist, un traguardo che da solo basterebbe a definire una carriera leggendaria. Ma la distanza da Stockton resta abissale: oltre 3.200 assist di differenza, un margine che, alla luce del momento attuale, appare irrecuperabile. Paul ha già annunciato che questa sarà la sua ultima stagione e, dopo essere stato messo ai margini dai Clippers in attesa di una possibile nuova destinazione per il finale di annata, non avrà né il tempo né il contesto per avvicinarsi davvero al mito di Salt Lake City. Il suo posto nella storia è comunque assicurato, ma il record di Stockton – costruito su longevità, salute di ferro e una costanza quasi disumana – sembra destinato a restare lì, intoccabile, come uno dei simboli più puri di cosa significhi essere un playmaker nella NBA.