Garbajosa (FIBA) conferma: il Real Madrid giocherà la Champions League

Garbajosa (FIBA) conferma: il Real Madrid giocherà la Champions League
© foto di Ceretti/Ciamillo

Jorge Garbajosa, presidente di FIBA Europe, ha analizzato nel podcast El Larguero, insieme a Manu Carreño e Marta Casas, la situazione attuale del basket europeo e il progetto congiunto tra NBA e FIBA per sviluppare una competizione di basket maschile nel continente. Non ha detto granché di nuovo, le soluzioni alle obiezioni presentate da tanti commentatori non sono state spiegate ma la fiducia nel poter dare il via alla competizione nell'ottobre 2027 sembra incrollabile in quanto ci sarebbe una roadmap. Quello che certo è che se il Real Madrid dovesse firmare per NBA Europe in questa estate, il suo passaggio da EuroLeaague e il Clasico con il Barcelona alla Basketball Champions League per giocare con la Joventut Badalona si avvererebbe, come avevamo raccontato qualche giorno fa. Ma secondo il presidente FIBA Europe non sarebbe solo, altre squadre sarebbero pronte a fare il grande salto. Dopo il quale non troverebbero il confronto con le formazioni d'oltreoceano: "Questa è una competizione di basket in Europa, con squadre europee, le migliori squadre europee. È una competizione europea di basket con uno sfruttamento commerciale in stile americano, per così dire. Gli Oklahoma City Thunder non verranno qui a giocare, le squadre greche, spagnole, turche, francesi, italiane giocheranno qui..." Qui non possiamo fare a meno di far notare che in origine il progetto non prevedeva le squadre greche e turche... segnale che qualche schiaffone dalla realtà dei fatti l'hanno preso in questo periodo. 

Garbajosa si vanta che FIBA avrebbe convinto la NBA ad aderire allo stile e alle necessità proprie delel Nazionali e dei campionati nazionali, cosa che EuroLeague non ha voluto accettare: "Tutto ciò che non sia andare tutti insieme non è mai positivo, ma il punto è che ormai non siamo più uniti. Voglio dire, non è nemmeno una questione di rompere il sistema, perché il sistema è già rotto. Sono quasi tre anni che ricopro questo incarico. Prima che arrivassi io, c’erano già negoziazioni aperte. In questo tempo siamo stati lontanissimi da un accordo, e altre volte molto, molto, molto, molto vicini a trovarne uno. Ai nostri amici della NBA abbiamo chiesto alcune cose, no? Che le leghe partecipino, anzi, che le leghe qualifichino alla competizione NBA in Europa; che venga rispettato il calendario delle nazionali, le famose finestre, perché sembra che per quattro partite crolli il mondo, e poi aggiungiamo due squadre in più alla competizione e non succede nulla… cose mie. Che venga rispettata la formazione dei giocatori, perché bisogna proteggere il giocatore cresciuto in ogni paese. Oggi la BCL lo fa. Bisogna rispettare i requisiti per essere considerato giocatore spagnolo, che ci sia un certo numero di spagnoli in Spagna, di francesi in Francia, di italiani in Italia, e così via.

Dunque, non abbiamo chiesto nulla di diverso rispetto a ciò che abbiamo chiesto all’Eurolega. Abbiamo chiesto le stesse cose che abbiamo chiesto alla NBA — e che la NBA ha accettato — e le stesse che a suo tempo abbiamo chiesto alla Lega: immaginare una grande competizione, davvero grande, e una seconda competizione, come la BCL, che qualifichi e dia accesso alle leghe nazionali. La NBA ha detto “ok”. Con la Lega non è stato possibile, questa è la realtà. Sono tre anni che negoziamo e non siamo riusciti a trovare un accordo. Abbiamo elaborato calendari — e non esagero — a otto anni, dodici anni, sedici anni, vent’anni. Abbiamo parlato con le leghe nazionali, con il presidente della ULEB, l’Unione delle Leghe Europee di Basket, che è anche membro del mio comitato esecutivo. Insomma, siamo in questa situazione, cercando una soluzione globale, e non è stato possibile. Mantengo la speranza? Sì, perché sono quasi un sognatore. Ma dopo tre anni, se non siamo riusciti a trovare un accordo, adesso è il momento in cui lo vedo più difficile. Come FIBA abbiamo già avuto due riunioni con tutte e tre le parti — FIBA, NBA ed Eurolega — nella nostra sede di Ginevra. Non escludiamo un terzo incontro a breve, perché è nostro dovere provarci, e io ho un mandato per farlo, così come il segretario generale della FIBA. Ma è vero che, se in tre anni non è successo, il mio ottimismo si sta un po’ affievolendo."