Urania Milano e Cantù: dal derby primi appunti di stagione

04.10.2022 17:21 di Paolo Corio Twitter:    vedi letture
Potts in palleggio contro Pini
Potts in palleggio contro Pini
© foto di Savino Paolella

Prima giornata e subito derby tra Urania Milano e Acqua San Bernardo Cantù. Troppo presto per tutto: per un derby, appunto, con la differenza di roster (e di ambizioni) che viene confermata a favore dei brianzoli anche in Campionato dopo l’anticipo di Supercoppa, ma anche per esprimere qualsiasi valutazione. Solo impressioni di inizio ottobre, allora, solo appunti sul taccuino del vecchio cronista che entrambe le squadre segue per PB e che può solo applaudire l’omaggio dei Wildcats a Chuck Jura, lo “Sceriffo del Nebraska”, bomber assoluto della Serie A per tre stagioni consecutive dal 1975 al 1978 con la maglia della Pallacanestro Milano, ovvero de “L’Altra Milano” (come da titolo del libro di Stefano Olivari e Giorgio Specchia) di cui l’Urania è idealmente erede. Appunti, quindi…

Urania sempre corta, ma più lunga sotto

● Con la nomina ad assistente allenatore della Nazionale sperimentale Under 23 anche il basket azzurro ha riconosciuto il valore di coach Davide Villa, che alla competenza tattica combina la capacità di ottenere il massimo dei risultati con il minimo di profondità del roster. Anche questa stagione sono 7 i giocatori-base dell’Urania, con però una sostanziale differenza rispetto a un recente passato: il reparto lunghi ci pare meglio strutturato per l’A2, con Ebeling e Pullazi (13 punti, 8 rimbalzi all'esordio in questo Campionato) ad affiancare capitan Piunti e l’americano Hill. Contro Cantù, a sua volta rafforzatasi sotto canestro, questa nuova potenzialità non si è vista in maniera marcata, ma non dubitiamo che si farà sentire presto… a patto che la squadra si impegni a giocare la palla nel colorato con maggiore frequenza.

● Per qualità tecniche Amato (12 punti, 5 assist contro Cantù) è un play con i controfiocchi (termine antico, lo sappiamo, ma per noi sempre più efficace dell’anglosassone “skills”) ed è anche la soluzione perfetta per sgravare Potts (top-scorer Urania con 16 punti, oltre a 7 rimbalzi e 3 assist) dall’incombenza del “portare su la palla” per essere così più lucido al tiro. Coach Villa l’ha ovviamente già capito, di mezzo ci sono solo la gestione dei falli durante il match e anche il contributo che saprà dare il giovane Valsecchi, senza per questo volergli dare responsabilità sproporzionate rispetto ai suoi 18 anni. E potendo sempre contare sul multi-player Montano (10 punti, 2 assist nel derby).

3.000 spettatori all’Allianz Cloud Arena (ma chiamiamola ancora una volta Palalido in onore di Chuck Jura, che lì vi perforò retine a raffica) sono un bel numero, al netto della consistente quota di tifosi canturini. La speranza è allora che “L’Altra Milano” continui a fare proseliti, perché l’Urania lo merita e quell’ambiente un po’ da college, con famiglie, ragazzini e pop-corn, è davvero un modo divertente (e pure intelligente) per passare il sabato sera.

Cantù: se il primo a fare sul serio è il coach… 

● Ci sono tre qualità che a nostro giudizio contraddistinguono i grandissimi dello sport: affrontano le sfide con un particolare mix di determinazione e leggerezza, non se la tirano mai per il loro palmares, non fanno differenze tra la finale di un Mondiale e quella di un torneo estivo. Coach Sacchetti fa parte di questa categoria: i time out chiamati a ogni mini-break dell’Urania, quel “L’importante comunque era portare a casa la partita e torniamo con i due punti” nelle dichiarazioni post-partita, la voglia che i suoi si divertano e divertano il pubblico sono tutti fattori che impongono di seguirlo. Perché Meo conosce la strada…

● In una caldissima giornata di fine giugno, in occasione della sua presentazione alla stampa, coach Sacchetti disse che per prima cosa voleva un play che sapesse far giocare la squadra. Le statistiche di Rogic contro l’Urania: 15 punti, 7 assist in 35’. Più 6 rimbalzi in omaggio. Con il giovanissimo talento di Berdini (13 punti, 1 assist, 3 rimbalzi) e con quello più libero da pressioni di Bucarelli (7 punti, 2 assist) a fare da ciliegina sulla torta in regia e sul perimetro.

● L’abbiamo scritto a suo tempo: se azzeccato, l’asse play-centro in A2 fa la differenza. Hunt (11 punti con 5/7 e 6 rimbalzi all’esordio in Campionato) può far ben sperare i tifosi canturini, ma questa stagione la vera differenza vincente può arrivare anche dall’avere nel reparto lunghi il talento di Baldi-Rossi (top-scorer con 16 punti, 5 rimbalzi, 4 assist contro l’Urania) e la fisicità di Pini.

● La scorsa stagione certe giocate ad alta intensità di Nikolic ci hanno impressionato a prescindere. 15 punti, 3 rimbalzi e 2 assist alla prima di Campionato  confermano tutte le qualità dell’ala italo-serba, che coach Sacchetti pare aver già capito come sfruttare al meglio.

● 2 punti, 1 rimbalzo e qualche pallone inopinatamente al vento: questo il tabellino di Da Ros contro l’Urania. Ma in fondo è una buona notizia: perché non appena si aggiungerà il suo contributo, gli avversari se ne accorgeranno eccome. (Paolo Corio)