La Morte è certa, la Vita no – La Storia di Klaudio Ndoja diventa un film

15.04.2020 17:59 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
La Morte è certa, la Vita no – La Storia di Klaudio Ndoja diventa un film

In occasione della prossima uscita del cortometraggio preso dal suo libro “La morte è certa, la vita no” - di cui in calce proponiamo il trailer - l’ex Virtus Bologna Klaudio Ndoja è stato sentito da Luca Muleo per Stadio.

“E’ il passo successivo al libro. Serviva una casa cinematografica che ci credesse, ho trovato la Mediterraneo, due ragazzi giovani che hanno apprezzato la storia. L’idea è di portarlo in giro ai festival che riusciranno ad esserci nonostante la pandemia, speriamo Giffoni a luglio, e poi in Germania e Francia, due paesi più colpiti dall’immigrazione e sensibili al tema. Proviamo a dire la verità, sperando che possa servire a qualcuno e ai giovani in particolare. Mi piacerebbe diventasse un film vero e proprio o una serie tv.

Il messaggio? Si parla tanto di motivazione, della necessità di aiutare gli altri con l’esempio. Io dico sì, è vero, solamente una piccola percentuale di persone può giocare in serie A, diventare un fenomeno nello sport. Non tutti possono giocare come Jordan, Bryant o Teodosic, ma cercare di arrivare al massimo è l’unico modo di spingerti fino al tuo livello più alto. Io volevo arrivare in NBA e non ci sono riuscito, ma se non avessi puntato lì non sarei mai diventato il primo albanese in serie A. Se qualcuno riuscisse anche grazie alla mia storia a toccare il suo massimo, in quel momento mi sentirei realizzato.

Rimpianti per la stagione chiusa? Sicuramente, a partire dalla Virtus che ha dominato e poi si è vista sfuggire qualsiasi possibilità per cause di forza maggiore. La stessa cosa per Forlì, eravamo secondi, potevamo giocarci le nostre chance. Ovvio il dispiacere, però tutto passa in secondo piano. Non so come facciano nel calcio a ragionare ancora di ripresa, significa mettere tante persone in pericolo.

Il ricordo più bello in Virtus? La prima volta pochi mesi fa, quando sono stato accolto come fossi ancora un giocatore bianconero. Quello che lasci agli altri va oltre le vittorie. Oggi c’è programmazione, un nucleo che sarà confermato, un allenatore tra i migliori in Europa. Un club con idee e possibilità economiche”