Trapani, Antonini: «Determinato a ripulire la mia immagine sporcata da quattro delinquenti»
Torna a parlare Valerio Antonini a distanza di giorni dalla esclusione dal campionato di Serie A della sua Trapani Shark. Lo fa in un'intervista a Sestarete TV: "Cosa penso di aver sbagliato in questo territorio? Innanzitutto ho commesso grandi errori di superficialità e di confidenza eccessiva verso gli altri. Mi sono fidato del Sindaco che mi ha teso, non so se volontariamente o involontariamente, tanti tranelli presentandomi personaggi borderline. E questo certamente è stato un grande errore, nel dare fiducia anche al mio commercialista che ha proposto l'operazione dei crediti che poi si sono rivelati inesistenti. E certamente ho commesso un grande errore nel credere che dopo tutto quello che avevo fatto, avessi guadagnato dei crediti nei confronti dei tifosi e della città. Cosa che si è sciolto come un gelato al sole alle prime difficoltà".
Si sente solo ad affrontare tutto questo?
"Sono solo. Sono assolutamente solo. Ho i miei collaboratori, che non mi hanno mai abbandonato, persone che sanno cosa sto subendo. Pur riconoscendo che anche noi abbiamo commesso errori che probabilmente hanno agevolato questa situazione. Ma quello che è successo a me è clamoroso. Sono convinto che non verrà mai più nessun imprenditore a investire in Sicilia, certamente non nella provincia di Trapani. E paradossalmente oggi sono riusciti a tirare fuori da me quello che avevo tenuto nascosto, una grande determinazione nel vedere ripulita la mia immagine sporcata da quattro delinquenti, e un sistema di informazioni che gestisce le notizie a proprio piacimento che vanno al di là della verità".
Si sente di dire qualcosa ai tifosi granata?
"In questo momento niente. Assolutamente niente. In questo momento la cosa più importante è ristabilire la verità dei fatti. Il tifoso granata mi ha insultato nell'ultima partita, c'è una presenza di tifosi per bene che sono state completamente soggiogate, calpestate da quella parte di tifoseria che definirei bietta. Assolutamente volgare. Lo abbiamo visto con gli insulti a me, alla mia famiglia, davanti le scuole dei miei figli. Io sto pensando solamente a me, sono la persona più danneggiata, quella che ha subito il danno più grande, economico, psicologico, morale, di immagine. In questo momento non me ne frega niente se non di ristabilire la verità dei fatti, calpestata per interessi superiori a quella che era la realtà dei fatti".
Giustizia sportiva
"Non esiste secondo me. Per me è una pagliacciata senza precedenti, spero che la Corte di Giustizia europea la cancelli completamente. L'Italia è l'unico paese al mondo che con una normativa del 2003 consente alla giustizia sportiva di fare quello che vuole. Siccome è composta da giudici nominati dai presidenti federali sia nel calcio che nel basket e che eseguono esclusivamente ordini nell'interesse delle Federazioni. Ci si scorda che chi fa andare avanti il pallone non sono i presidenti, che i soldi se li mangiano, ma le società. Lo sport ha tentato fino adesso di resistere a quelle che sono le normative generiche che riguardano tutti i settori della vita quotidiana riferiti a parametri europei, io mi aspetto che finalmente dopo la sentenza Agnelli, quando usciranno le motivazioni, la giustizia sportiva verrà cancellata. Perché è una buffonata".