Il 3 marzo 2014, un "Masked LeBron James" realizzo il career high di punti
Il 3 marzo 2014 resta una tappa simbolica nella carriera di LeBron James, che nel frattempo è diventato il miglior realizzatore della storia NBA (febbraio 2023) e il primo a superare quota 40.000 punti (marzo 2024). Proprio in quella notte, LeBron firmò la sua prestazione offensiva più alta di sempre tra stagione regolare e playoff: 61 punti, l’unica volta in carriera in cui ha toccato quota 60.
Una serata irripetibile: Quella prova arrivò pochi giorni dopo aver giocato con una maschera protettiva per il naso rotto, maschera che – su richiesta della NBA – era trasparente e non nera come inizialmente desiderato dal giocatore. Nonostante il fastidio, LeBron fu semplicemente incontenibile contro i Bobcats (oggi Hornets), che poche settimane prima avevano già incassato 62 punti da un altro membro del Draft 2003, Carmelo Anthony.
James fu in totale “comfort zone”: parlò di una sensazione simile a “tirare in un oceano”. In quella partita stabilì diversi primati personali ancora validi: 25 punti in un singolo quarto, 37 nel primo tempo, 8 triple realizzate (record superato solo nel 2023 con 9).
Soprattutto, superò il precedente record di franchigia dei Miami Heat, i 56 punti di Glen Rice del 1995. A distanza di oltre dieci anni, nessun giocatore degli Heat è ancora riuscito a superare i 50 punti, figurarsi avvicinare quel 61.
Una prova di efficienza storica. Oltre al volume, impressionò l’efficienza: 22/33 dal campo, 8/10 da tre, 9/12 ai liberi, con 7 rimbalzi, 4 assist e appena 2 palle perse. Una performance che il compagno Shane Battier definì “da Wilt Chamberlain” per precisione e dominio. Una notte che resta scolpita nella memoria NBA e che continua a rappresentare uno dei picchi assoluti della carriera del Re.