Giorgia Sottana: «Felice che abbiamo riportato la serie a Schio: voglio giocarmela a casa mia»
Il Famila Schio rialza la testa e, con le spalle al muro dopo la deludente gara 1, sbanca il Taliercio pareggiando i conti nella serie di finale scudetto contro la Reyer Venezia. A dare voce all'orgoglio e alla determinazione del gruppo è la capitana Giorgia Sottana: «Era ora di tirare fuori questo carattere. Sono felice che la mia ultima partita non sia stata al Taliercio e che abbiamo riportato la serie a Schio: è casa mia, voglio giocarmela lì», ha detto a Il Giornale di Vicenza.
Un successo nato da un profondo confronto interno e da un drastico cambio di passo richiesto dallo staff tecnico. La stessa Sottana spiega il percorso emotivo della squadra in vista della "bella" per il tricolore: «Abbiamo fatto un lavoro di squadra straordinario, perdere gara1 su una serie di tre vuol dire partire col piede sbagliato, ribaltarla non è facile: ci siamo guardate negli occhi e ci siamo compattate, abbiamo giocato con uno spirito diverso. La Reyer ha vinto meritatamente a Schio, stavolta l'abbiamo meritata noi. Adesso ce la giochiamo in casa nostra». Sulla stessa lunghezza d'onda si pone coach George Dikeoulakos, soddisfatto per il colpo esterno: «San Giorgio ci ha aiutato. Lunedì c’era un mix di sensazioni perché avevamo giocato malissimo, ma avevamo una rabbia dentro che ci ha permesso di scendere in campo con più fame. Tatticamente non è cambiato nulla, il problema era l’approccio mentale: quando sei in finale devi sapere che “morirai” in campo, che devi dare tutto. Abbiamo reagito, adesso dobbiamo gestire le emozioni per domenica. I tifosi possono darci l'energia extra che serve in queste partite».
Sulla sponda veneziana, c'è grande onestà nell'ammettere il crollo psicofisico e la superiorità delle avversarie in gara 2. Lorela Cubaj fotografa il momento chiave della partita ammettendo senza mezzi termini che «nel terzo quarto ci hanno dato una batosta». Un'analisi lucida condivisa a pieno anche da coach Andrea Mazzon, che riconosce i meriti del Famila e analizza il passaggio a vuoto della sua Reyer: «Loro hanno meritato. Nel terzo quarto hanno segnato dei canestri molto difficili, sono state veramente brave. Noi abbiamo iniziato la partita con troppa ansia e nel terzo periodo siamo andati all’arma bianca senza sapere cosa cercavamo, con una frenesia che non aveva tanto senso».