Caso Blair & Legabasket: perseverare diabolicum

22.08.2019 08:03 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Caso Blair & Legabasket: perseverare diabolicum

Il caso Dejuan Blair a Pesaro, ingenuamente assunto ma sotto squalifica (pesante): sappiamo bene che c'è gente che ride sotto i baffi pensando "vedrai come si scatenano quei rompico.....i di pianetabasket.com!"

Effettivamente, dopo il caso Nunnally e il clamore che ingenuamente vi aveva inscenato intorno la dirigenza dell'Olimpia Milano percorrendo tutti i gradi di appello, avevamo pensato, ingenui a nostra volta, che qualcuno in Legabasket avrebbe seguito il nostro consiglio. Cioè, avrebbe preso un foglio di excel per costruire con un pizzico di pazienza una database dei provvedimenti di squalifica dei giocatori da mettere a disposizione dei club nell'area riservata. Un meritevole lavoretto di qualche ora.

Meglio se reso pubblico, ma nell'Italia dei misteri sarebbe come pretendere troppo una trasparenza alla maniera NBA.

Tutto ciò perché riteniamo che Legabasket sia fondamentalmente un fornitore di servizi per i suoi associati, come dispone l'articolo quattro dello Statuto LBA.

Invece i mesi passano inutilmente, solo per favorire l'oblio di una disavventura che macchia l'immagine dei manovratori di turno ma da dimenticare in fretta. Anche Livio Proli esce dalla storia della pallacanestro italiana in una maniera abbastanza ruvida, ma non è ancora tempo di tracciarne un bilancio. Poi arriva 'sto Blair... a confezionare all'ambiente cestistico un'altra figura alla Emilio Fede.

Adesso sarà una corsa contro il vuoto mediatico per dare la colpa ai procuratori di Blair, che sapevano ma non favellavano a proposito. Qualcuno andrà a spaccare il capello in quattro per capire quale sia la residenza legale del giocatore americano e dove il provvedimento di squalifica - che ovviamente sul sito FIBA tutti possono leggere - sia stato consegnato.

Quello che ci chiediamo noi, invece, è quanto vale dal punto di vista del marketing questo ennesimo scivolone mediatico?

Per presidenti e responsabili commerciali dei club che ogni giorno devono fare tanta fatica per trovare le coperture finanziarie dei budget sarebbe l'ora di farsi una domanda prima che a furia di scivoloni ci si rompa una gamba. Se va bene.