Golden State, la diagnosi per Stephen Curry: "Ginocchio da runner"
Stephen Curry si è sottoposto a una risonanza magnetica sabato, che ha evidenziato una sindrome femoro‑rotulea al ginocchio destro – il cosiddetto runner’s knee. La notizia arriva da un report di Sam Gordon e getta incertezza sulla disponibilità della stella dei Warriors. La squadra ha svolto una sessione video al Chase Center in vista della prossima partita, ma lo stato di Curry per la sfida di martedì contro i Philadelphia 76ers resta ancora da definire. Nonostante i suoi 37 anni, Curry sta viaggiando a 27.2 punti, 4.8 assist e 3.5 rimbalzi di media, con il 46.8% dal campo e il 39.1% da tre. Un eventuale stop rappresenterebbe un vuoto pesante per l’attacco di Golden State.
I Warriors sono a quota 27-23 e occupano l’ottavo posto a Ovest, una posizione che rende la presenza del loro leader ancora più importante nella corsa playoff. La squadra sta vivendo un periodo altalenante, come dimostra anche la sconfitta per 131-124 contro Detroit nell’ultima uscita. Brandin Podziemski, Jonathan Kuminga e Moses Moody hanno mostrato segnali di crescita, ma l’impianto offensivo continua a ruotare attorno a Curry, che gioca quasi 32 minuti a sera. Golden State affronterà i Sixers martedì, per poi partire per una doppia trasferta contro Phoenix Suns e Los Angeles Lakers. La sindrome femoro‑rotulea richiede solitamente riposo, fisioterapia e un ritorno graduale all’attività, motivo per cui la presenza di Curry nelle prossime gare rimane in dubbio.