Rimonta Mavericks, finale punto a punto e chiusura di Houston all'ultimo respiro

Toyota Center, Houston – I Rockets vincono una gara sporca e nervosa, decisa solo negli ultimissimi possessi.
Rimonta Mavericks, finale punto a punto e chiusura di Houston all'ultimo respiro

I Rockets hanno dovuto sudare fino all’ultimo pallone per avere la meglio dei Mavericks, in una serata in cui l’attacco ha faticato a trovare ritmo per lunghi tratti. Fin dall’azione iniziale il copione è chiaro: ritmo spezzettato, tanti errori al tiro, punteggio basso e timeout chiamato da Dallas dopo appena sei minuti con il tabellone fermo su un modesto 13-8, fotografia di un avvio confuso da entrambe le parti. In questo contesto, i Mavs restano agganciati grazie all’aggressività di Cooper Flagg verso il ferro e a qualche lampo di talento individuale, mentre Houston si affida alla pulizia dei tiri di Kevin Durant per mettere ordine in mezzo al caos. Alperen Sengun vive un primo quarto da incubo, senza trovare il canestro nelle sue prime sei conclusioni, ma la difesa dei Rockets regge l’urto e consente ai padroni di casa di chiudere leggermente avanti (31-28) dopo dodici minuti. Il secondo periodo non cambia subito l’inerzia: Houston gioca con il fuoco, dà la sensazione di sottovalutare a tratti l’avversario e Dallas risponde colpo su colpo, finché Sengun non si sblocca a poco più di cinque minuti dall’intervallo, costringendo Jason Kidd a fermare il gioco. Da lì i Rockets trovano un equilibrio migliore, infilano qualche stop consecutivo, corrono di più e muovono meglio la palla, fino all’alley-oop di Jabari Smith Jr. e alla tripla di Durant sulla sirena che li manda negli spogliatoi sul 59-51, vantaggio rassicurante solo sulla carta.

Al rientro, Houston alza finalmente il livello di fisicità, soprattutto a rimbalzo, trasformando le seconde opportunità in ossigeno puro e toccando più volte i 13 punti di margine, con un contropiede chiuso da una tripla in transizione. Dallas però rifiuta di affondare: continua ad attaccare, trova qualche soluzione dall’arco e approfitta di un calo di concentrazione dei Rockets per rientrare fino all’87-82 di inizio quarto periodo. L’ultimo quarto diventa così un lungo braccio di ferro: Houston sembra in controllo quando torna sopra la doppia cifra di vantaggio, ma due triple consecutive di Klay Thompson riaprono completamente la gara, mentre Flagg resta onnipresente attaccando il ferro nei momenti chiave. A poco più di tre minuti dalla fine i Rockets sono ancora avanti 103-97, ma la tensione sale di colpo: Daniel Gafford converte due liberi e poi schiaccia, Naji Marshall firma il 107-107 a 50,0" dalla sirena e il Toyota Center trattiene il fiato. È qui che Houston trova la giocata che pesa: Sengun segna al posto nella successiva azione offensiva, ridando due punti di margine ai suoi, poi Flagg forza un tiro vicino al ferro, sbaglia e i Mavericks commettono l’errore di non fermare il cronometro. I Rockets recuperano il pallone e Tari Eason vola in contropiede per la schiacciata che, di fatto, chiude i conti. L’ultima tripla disperata di Flagg non trova il bersaglio e Houston può finalmente tirare un sospiro di sollievo, portando a casa la vittoria risicata 111-107.

Redazione Pianetabasket.com
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