DeAnder Hunter ai Kings, che mandano Dennis Schroder ai Cavaliers
L’avventura di De’Andre Hunter a Cleveland è già arrivata al capolinea. Nonostante nelle ultime ore fosse stato accostato ai Lakers, è invece Sacramento a essersi assicurata l’ala, che non è riuscita a imporsi né a convincere i Cavaliers. Un anno fa la franchigia dell’Ohio aveva investito parecchio su di lui, cedendo Caris LeVert, Georges Niang e diversi scelte al Draft per ottenere un esterno atletico capace di dare più fisicità sulle ali. La scommessa, però, non ha pagato: Hunter ha alternato buone prestazioni a momenti molto meno brillanti, senza mai mantenere le aspettative. Ora si trasferisce ai Kings, in una trade che porta a Cleveland Dennis Schröder, sempre più giramondo NBA, e Keon Ellis. Nell’operazione rientra anche Chicago, che ottiene Dario Saric e due seconde scelte future; per fare spazio al croato, i Bulls hanno tagliato Jevon Carter.
Un affare che fa respirare i Cavaliers . Per Cleveland, la mossa ha soprattutto un valore economico: tra la differenza salariale e la riduzione della luxury tax, che scende da 164 a 120 milioni, la franchigia risparmia circa 50 milioni di dollari. Sul campo, il roster guadagna profondità nel reparto esterni, un’esigenza resa ancora più urgente dall’infortunio di Darius Garland e dal fatto che Lonzo Ball è ormai quasi fuori dalle rotazioni di Kenny Atkinson. I Cavs, infatti, stanno cercando di scambiarlo a loro volta.
Sacramento punta sulla fisicità.
In California si aspettano che Hunter porti atletismo e presenza difensiva sulle ali, formando con Keegan Murray una coppia in grado di incarnare quella mentalità difensiva che Doug Christie predica dall’inizio del suo mandato. Un obiettivo che, finora, l’allenatore non è riuscito a raggiungere anche a causa dei limiti strutturali del roster.