La Virtus Bologna salvata ancora da Teodosic ma urgono alternative di prosperità

31.10.2019 11:43 di Davide Trebbi Twitter:    Vedi letture
La Virtus Bologna salvata ancora da Teodosic ma urgono alternative di prosperità

È raggiante la Virtus Bologna dopo la vittoria in Eurocup nonostante la fatica in un match “durato” per problemi tecnici quasi il doppio.

Ancora Milos Teodosic e sono già tre le vittime: precedentemente erano italiane (Varese e Brescia) stavolta francese (Monaco) cadere sul più bello o quando conta.

La gara era importante, i due punti fondamentali visto gli scontri di giornata per dar un’impronta al girone A, lo si è fatto ma con la corrente fatica. 

I nostri avversari ormai sono tutti consci delle strategie per disinnescarci: tante mani addosso in particolare sotto canestro, imitando un po’ il nostro credo protettivo.

Lo sforzo c’è ma i chilometri per alcuni protagonisti bianconeri iniziano ad esser tanti: si guarda la fine di ogni tappa annebbiati, confusi e nervosi.

Inquietudine trasformata in fretta e per alcuni possibili chance di poter cambiar opinione generale (Gaines e Gamble), ma bisogna trovar alternative tattiche e offensive per sopperire le nostre evidenti difficoltà fisiche. 

La Segafredo insegue per tutta la gara, dopo un mini vantaggio nel primo quarto contro un Monaco pronto a far l’impresa, bravo alunno ad imitar il game plan di Patrasso e di Brescia.

Il ritmo della gara si inceppa più volte, la tensione aumenta, i francesi iniziano a calcare e spingere e urtando la nostra concentrazione e condizione. 

La Virtus perde la brocca, va sotto chiedendo anche eccessiva giustizia regalando liberi, ma si salva perché la squadra del principato non la chiude sprecando innumerevoli occasioni per farlo, creando un dilemma post gara: più demeriti propri o meriti bolognesi?

Sta di fatto che la VNera si risveglia sul più bello e sullo sprint finale si aggiudica una gara fondamentale, senza equilibratore Weems e la risorsa Cournooh e con un Delia ancora da valutare.

Alcuni persistenti tentativi tattici sono risultati inefficaci (Hunter in ala) e alcuni giocatori sono da domare il più possibile (Markovic in serata no) ma conta il finale e l’esperienza di alcuni giocatori è un fattore in più. 

Tocca a Djordjevic riveder alcuni equilibri trovando nuove alchimie, ma nel caso ha sempre un fuoriclasse in casa.