Italia - Salta la Bianchedi allo Sport, ma si salva Malagò per la poltrona del CONI

26.02.2021 09:33 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Italia - Salta la Bianchedi allo Sport, ma si salva Malagò per la poltrona del CONI

Se prima c'era stato un Ministro dello Sport giudicato da molti sprovveduto in materia come Vincenzo Spadafora, con il nuovo governo Draghi si è fatto ancora peggio, se era possibile immaginarlo. In extremis la riforma è arrivata in dirittura d'arrivo, così donne e dilettanti avranno le tutele sociali e gli atleti paralimpici la possibilità di essere ingaggiati dalle squadre sportive delle forze dell'ordine, ma per confermare il tutto aspettiamo il 28 febbraio, data oltre la quale si dovrebbe ricominciare tutto l'iter daccapo.

Nel Consiglio dei Ministri di ieri un governo che non ha nominato un nuovo ministro dello sport avrebbe dovuto farsi perdonare mettendo almeno un sottosegretario alla materia che, nelle mani di un presidente Draghi troppo impegnato in altre faccende (pandemia, ripresa economica, Recovery Plan se vi bastano), altrimenti sarebbe poco seguita.

Il nome c'era: Diana Bianchedi, ex fiorettista di grandissima carriera sportiva, come riferito da Il Fatto Quotidiano. Ma la signora "tecnico" aveva lo scheletrino nell'armadio di 400.000 euro fatturati al CONI di Malagò come "superconsulente" negli ultimi quattro anni.

Chissà che importante contributo allo sport italiano ha dato, per tutti questi soldi, la consulente Bianchedi e chissà come ha fatto il giornale a venirne a conoscenza visto che gli emolumenti dei dirigenti sportivi sono fra i segreti meglio custoditi nelle pieghe dei bilanci di CONI e Federazioni.

Così la guerra intestina ai partiti politici tra i pro e i contro all'attuale presidente che il 13 maggio andrà alla caccia di un altro mandato ha fatto saltare la nomina, troppo di parte.

Ricordiamo che durante la formazione del governo si era detto di una possibile candidatura a ministro di Gianni Petrucci, ma pare anche di una girandola di altri nomi tutti "vicini" a Giovanni Malagò, e tutti respinti dalla faida. 

Il presidente però incassa anche una vittoria, secondo quanto scrive Il Giornale: la commissione Affari Istituzionali del Senato ha giudicato improponibili, per estraneità di materia, gli emendamenti a firma Saccone e Vitali per FI e De Lucia, Montevecchi, Russo e Vanin per il M5s che intendevano modificare i mandati del presidente del Coni (non più di tre, di cui solo due consecutivi) che avrebbero di fatto impedito la ricandidatura di Giovanni Malagò alla guida dello sport italiano.