NBA - I Boston Celtics dominano imperterriti questo campionato 23-24

NBA - I Boston Celtics dominano imperterriti questo campionato 23-24
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Che Golden State potesse pagare dazio, e pesantemente, al TD Garden di Boston della migliore squadra della NBA di questa stagione ci stava, e non avrebbe onestamente stupito nessuno. L'integrazione di vecchi e nuovi ai Warriors che aveva fruttato il titolo nel 2022 non è più riuscita, e anche quest'anno la squadra veleggia ai margini dell'esclusione dal play-in più per demeriti altrui (Lakers e Jazz, per tacere dei Grizzlies) che per meriti propri. Ma essere sotto di quaranta punti all'intervallo (74-34) e un trio come Curry, Thompson e Green passare il secondo tempo in panchina più pronti per un tressette col morto che a rientrare in campo era un evento inimmaginabile anche per i bookmakers americani, che le hanno viste di tutte nella loro carriera di allibratori. Arrivato anche il record di maggiore scarto alla fine (140-88): se guadiamo alle ultime 11 partite, in cui i Celtics hanno vinto con uno scarto medio di 22 punti, verrebbe da dire che questo campionato 2023-24 un padrone ce l'ha, indiscutibilmente. Mai una squadra ha dominato la NBA come hanno fatto i Celtics dalla fine di gennaio. Nelle ultime sei vittorie, il divario medio ha raggiunto addirittura i 30 punti e, ancora una volta, si tratta di un record assoluto in un periodo del genere. È meglio dei Lakers del 1972/73.

Così Jaylen Brown commenta l'atteggiamento del gruppo: "È una sensazione fantastica, ma allo stesso tempo devi essere sempre umile. Non diamo nulla per scontato. Non veniamo per fare nulla e così dimostriamo il nostro rispetto per il gioco, ci prendiamo cura solo di noi stessi. Abbiamo molto rispetto per gli Warriors, ma crediamo che il nostro momento sia arrivato”. Gli viene fatto notare che i Warriors lo hanno quasi snobbato nel primo tempo permettendogli di segnare 19 punti nel primo quarto e tre canestri da 3 punti consecutivi in ​​40 secondi: "Niente di personale, ma sono stati un po' irrispettosi. Ma è andata così.... Questa è la prima volta che mi succede e, onestamente, sono rimasto un po' sorpreso. C’è voluto un po’ di adattamento e penso che abbiamo approfittato di questa scelta per trarne il massimo. Ho fatto quello che so fare meglio e i miei compagni di squadra mi hanno dato i mezzi per agire. Mi hanno detto: "Non ci interessa sapere se riuscirai o no a mettere a segno tutti i tuoi tiri"...