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Virtus Bologna, sopravvivere oggi per giocarsela domani

19.01.2026 10:35 di  Davide Trebbi  Twitter:    vedi letture
Virtus Bologna, sopravvivere oggi per giocarsela domani
© foto di Doniselli/Ciamillo

C’è una Virtus Bologna che continua  a respirare, dopo aver battuto Treviso in campionato e Dubai in Eurolega, e che ora si affaccia alla seconda metà di una stagione lunghissima, forse più mentale che fisica. La VNera non ha tempo per guardarsi allo specchio: il calendario le presenta subito il conto, e non è leggero.
La settimana che si apre è di quelle che misurano le ambizioni. Alla Virtus Arena arrivano Fenerbahce e Stella Rossa, due sfide di Eurolega che profumano di rivincita. All’andata, lontano da Bologna, la Virtus aveva lasciato per strada partite perse sui dettagli, su quei possessi che in Europa fanno la differenza tra restare agganciati e scivolare indietro. Oggi i bianconeri sono appena sotto la soglia play-in e la matematica è chiara: per entrarci servirebbe vincerne almeno dieci delle ultime sedici. Un cammino quasi perfetto, mentre chi sta davanti continua a correre. Difficile, ma non impossibile. A patto di crescere subito.

In questo contesto, una delle notizie più confortanti arriva da chi forse non era in prima fila nei piani iniziali. Saliou Niang è diventato, partita dopo partita, una risorsa tattica sempre più evidente. Da “finto centro” ha dato risposte concrete a coach Ivanović, soprattutto da quel 2 gennaio, quando la Virtus si presentò contro l’Olimpia Milano senza lunghi di ruolo. Da allora, in sei gare, Niang viaggia a 8,6 punti e 9,1 rimbalzi di media. Numeri che pesano, soprattutto perché arrivano in un fondamentale che era stato il tallone d’Achille bianconero: la capacità di catturare palloni, di sporcare l’area, di dare una presenza fisica dove sembrava mancare.

Si è parlato molto anche di Carsen Edwards, del suo rendimento altalenante dopo un avvio di stagione scintillante. La partita di ieri, però, ha raccontato un Edwards diverso: meno forzature, più squadra. Non è un dettaglio. La condizione fisica non ottimale e le difese aggressive che subisce ogni sera incidono, ma il numero 3 bianconero ha scelto la via della lucidità, coinvolgendo i compagni come non aveva mai fatto quest’anno: 9 assist, massimo stagionale. E c’è una statistica che dice molto più di tante analisi: ogni volta che Edwards distribuisce più di quattro assist, la Virtus vince. Segno che il suo impatto va ben oltre i punti segnati.

Resta, però, il grande tema dell’infermeria. La Virtus continua a convivere con tanti lettini occupati. Diarra è atteso ai controlli per valutare il rientro dopo l’infortunio alla caviglia sinistra del 29 dicembre contro Treviso, che lo ha costretto a circa venti giorni di stop. Vildoza, fermo per un problema alla coscia sinistra accusato alla Befana, da calendario potrebbe tornare contro Cremona, ma lo staff sta provando ad anticiparne il recupero per la sfida di Eurolega contro la Stella Rossa del 25. Smailagić, acciaccato e spesso infiltrato nelle ultime uscite, potrebbe rivedersi per la gara con il Monaco del 30.

Il quadro è quello di una Virtus che, lentamente, dovrebbe tornare al completo. Ma intanto il mercato resta sullo sfondo, soprattutto dopo l’addio di Taylor. Con J.D. Notae visto ieri solo da spettatore e attualmente infortunato per almeno un mese, la dirigenza è alla ricerca di un profilo capace di dare respiro a Morgan ed Edwards. L’identikit è complicato: una combo guard per il finale di stagione, disposta ad accettare un ruolo marginale in Eurolega – l’undicesimo uomo, spesso diviso tra panchina e tribuna in campionato – e consapevole che a fine giugno non potrà presentarsi con grandi cifre nel curriculum. Dovrà essere utile, non appariscente. E trovare un giocatore così, a stagione in corso, non è affatto semplice.
La Virtus lo sa: il tempo stringe, le partite pesano, i dettagli decidono. E in una stagione così lunga, ogni equilibrio trovato – tecnico, fisico o mentale – può fare la differenza tra restare a guardare e continuare a giocare.