Esclusiva PB

Cosa porterà Francesco Ferrari alla Virtus Bologna?

05.01.2026 09:42 di  Davide Trebbi  Twitter:    vedi letture
Cosa porterà Francesco Ferrari alla Virtus Bologna?

A 20 anni, dopo un’ottima stagione scorsa e le conferme arrivate in quella attuale, Francesco Ferrari il 3 gennaio ha salutato Cividale ed è già arrivato a Bologna per intraprendere un nuovo, importante capitolo della sua brevissima carriera appena iniziata. Ala di 204 centimetri, corpo snello, salta, corre e tirava in Friuli senza remore né eccessi di giudizio. Ora approda alla Virtus Bologna, dopo un’estate di mie chiacchiere e smentite – da parte del suo agente, quando l’affare era già fatto – con la grande possibilità di consacrarsi a un livello più alto e crescere in un contesto più competitivo.

Il merito di questa occasione va attribuito a Stefano Pillastrini, che non solo ha plasmato il talento, ma ha avuto il coraggio, fin da giovanissimo, di assegnargli un armadietto senior in Serie A2: non “a presenza”, ma da professionista vero. Ferrari in questi due anni ha convinto e attirato l’attenzione generale, in A2 con prestazioni offensive di peso e in Nazionale, dove ha conquistato la medaglia d’oro agli Europei Under 20, chiudendo da MVP della competizione. In tanti, in Serie A, quest’estate hanno chiesto informazioni e sondato il terreno per il grande salto, ma la più rapida è stata la Virtus, campione d’Italia: un’occasione da non lasciarsi scappare.

Cresciuto a Borgomanero, in una “famiglia Mulino Bianco”, muove i primi passi nel settore giovanile della sua città e fa esperienza in Serie B con la prima squadra, il College Borgomanero. Poi piccola parentesi alle giovanili dell’Olimpia Milano, dove vince il premio di MVP della Next Gen nel 2024 e poi sempre Borganero prima dell’approdo a Cividale. Il contratto pluriennale con la Virtus, con uscita NBA (più scout sono già venuti a visionarlo), gli offre la possibilità di allenarsi e giocare in un ambiente che storicamente dà spazio ai giovani, da Diouf a Niang. La VNera ha anche chiesto a Cividale di anticipare la fine dell’accordo di gennaio, complici gli infortuni, pur di averlo subito a disposizione. Ala di 204 centimetri, corpo snello, braccia lunghe e capelli lunghi che evocano ricordi di ali di altri tempi: in Friuli veniva protetto in difesa, ma a Bologna servirà un altro tipo di approccio.

Per ruolo può ricordare Derrick Alston, ma senza fretta né ansia di emulazione. Ferrari cerca spesso la conclusione in area e in post, non teme il contatto. Non sembra esplosivo, ma è quasi sempre nel posto giusto al momento giusto a rimbalzo. Gli manca ancora il vissuto ad alto livello e la continuità, che arriveranno con l’esperienza. Intanto completa un pacchetto di ali che può consentire, all’occorrenza, di riportare Daniel Hackett in regia. Il rilascio del tiro parte dal petto e sale verso l’alto: è meccanico, costruito, da affinare, ma quando si accende in A2 è stato letale.

Il CT Luca Banchi, alla prima occasione con la maglia azzurra, non si è limitato a convocarlo: lo ha subito schierato in quintetto nelle due partite di qualificazione mondiale. Ferrari, che ha scelto il numero 24 come Kobe Bryant, è apparso concreto, consapevole del contesto e pronto a mettersi al servizio della squadra, con coraggio e applicazione. In fondo, non molto diverso da ciò che gli verrà chiesto da Dusko Ivanović. Il futuro è dalla sua parte. Resta da capire come verrà scritto.