Paris Basketball, David Kahn su EuroLeague, NBA e la costruzione di un club da zero

Paris Basketball, David Kahn su EuroLeague, NBA e la costruzione di un club da zero

David Kahn, presidente del Paris Basketball, ha raccontato la sua visione e il percorso del club nel podcast Fullcourt Passport con Ric Bucher e Bostjan Nachbar. Ha spiegato di essersi sempre sentito vicino all’Europa e di essere felice della scelta di vivere e lavorare qui, sottolineando come, a suo giudizio, la qualità della vita negli Stati Uniti non sia migliorata da quando se n’è andato. Kahn ha ricordato la nascita del Paris Basketball insieme a Eric Schwarz e la crescita rapidissima del progetto: un club fondato appena sette anni e mezzo fa che oggi può vantare due ex allenatori diventati head coach NBA, Tuomas Iisalo e Tiago Splitter, un caso quasi unico nel basket europeo.

Parlando delle differenze tra Eurolega e NBA, ha spiegato che negli Stati Uniti i ruoli dirigenziali sono ormai molto compartimentati, mentre costruire un club da zero gli ha permesso di tornare a un modello più simile a quello vissuto ai Pacers, dove aveva una visione completa di tutte le aree operative. Kahn ha attribuito parte del successo del club alle scelte tecniche: l’arrivo di Iisalo, autore di una stagione da 25 vittorie consecutive, e quello di Splitter, che ha dimostrato subito di poter guidare una squadra da capo allenatore. Anche lo stile di gioco del Paris Basketball riflette la sua filosofia: ritmo alto, campo aperto, continui cambi per mantenere intensità e un approccio molto diretto con i giocatori, con allenamenti brevi ma estremamente competitivi.

Ha raccontato anche il suo legame con il basket europeo, nato nel 1987, che considera più autentico e radicato rispetto all’NBA. A Parigi, dice, la cultura dei tifosi è un mix unico tra atmosfera NBA, identità cittadina e tradizione europea, con cori e tifo organizzato sempre più simili a quelli di Grecia e Serbia. Kahn non ha risparmiato critiche alle partite NBA giocate in Europa, spesso poco spettacolari secondo lui, e ha sottolineato che, se la lega americana vorrà avere un ruolo stabile nel continente, dovrà rispettarne le specificità culturali e non imporre modelli standardizzati. Nonostante l’attuale 18º posto in Eurolega (8‑18), Kahn resta concentrato sulla costruzione di un’identità solida e duratura: ciò che lo motiva, dice, è creare qualcosa dalle fondamenta e rafforzare il legame naturale tra club e tifosi.