Venezia attende l'Hapoel, Spahija: «Era da molto tempo che non affrontavamo una squadra di tale qualità»
È l'ultimo atto della Regular Season, ma l'atmosfera al Taliercio sarà già quella dei playoff. Mercoledì 11 febbraio alle 20.00, l'Umana Reyer ospita la corazzata Hapoel Midtown Jerusalem in una sfida che, pur con la qualificazione in tasca, pesa tanto per il futuro europeo degli orogranata.
La matematica del girone B è chiara. L'Umana Reyer scende in campo con un obiettivo preciso: vincere per blindare il quarto posto e magari puntare al terzo, posizioni che garantirebbero il vantaggio del fattore campo negli Ottavi di Finale. Poiché il primo turno dei playoff si gioca in gara secca, poter disputare la partita decisiva spinti dal pubblico del Taliercio, evitando una insidiosa trasferta, rappresenterebbe un vantaggio importante. Dall'altra parte, l'Hapoel non farà sconti. La formazione israeliana è in corsa per ottenere il miglior record assoluto di tutta la BKT EuroCup: un traguardo che garantirebbe loro il fattore campo non solo agli ottavi e ai quarti, ma anche nell'eventuale serie di semifinale e finale. Si prospetta quindi una battaglia vera tra due squadre con motivazioni altissime.

Le dichiarazioni pre-partita di coach Neven Spahija
"Era da molto tempo che non affrontavamo una squadra di tale qualità: a mio avviso, l'Hapoel Jerusalem vale l'Eurolega. Giocano una pallacanestro di altissimo livello, specialmente in attacco, e possono contare su rotazioni molto profonde. I risultati recenti confermano il loro valore: li considero tra i favoriti per la vittoria finale dell'EuroCup. Sappiamo che la fase a eliminazione diretta è sempre insidiosa, ma Gerusalemme ha tutto ciò che serve per arrivare in fondo: difesa, attacco, roster, sistema di gioco e guida tecnica. Sarà una partita complicata. Per quanto ci riguarda, stiamo giocando bene e c'è un'ottima chimica di squadra. Tuttavia, le rotazioni ridotte restano un fattore critico: essere in pochi non è mai positivo, soprattutto ora che ci avviciniamo alla Coppa Italia, dove ogni gara è da dentro o fuori. Giocare con tante assenze è sempre un problema, ma io, lo staff e la squadra abbiamo il dovere di rispondere alle difficoltà. E finora lo abbiamo fatto".

I protagonisti
Il pericolo pubblico numero uno è Jared Harper. Il playmaker americano è il motore dell'attacco israeliano: miglior marcatore della squadra (18.6 punti e 5.2 assist a partita), capace di creare vantaggi dal palleggio e di subire un alto numero di falli. Ma l'Hapoel non è solo Harper: attenzione anche alla regia di Cassius Winston (14.9 punti e 3.7 assist), alla pericolosità perimetrale di Khadeen Carrington (15.1 punti con il 46% da 3) e Anthony Lamb (9.5 punti con il 45.7% da 3), e soprattutto alla fisicità sotto canestro di Austin Wiley (10.1 punti e 9.3 rimbalzi), centro dominante a rimbalzo che richiederà un lavoro extra da parte dei lunghi orogranata per proteggere il pitturato.