LBA - Spese certe, incassi zero: quante società avviate al default?

16.03.2020 08:30 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
LBA - Spese certe, incassi zero: quante società avviate al default?

Se la stagione 2019-20 della serie A di pallacanestro dovesse chiudersi domani, tutti gli accordi in essere con atleti e staff fino al 30 giugno rimarrebbero comunque ancora validi. Ovvero, le società dovrebbero corrispondere le quattro mensilità ancora da scadere ai loro giocatori.

Questo perché il contratto tipo con gli atleti - approvato da FIP e Legabasket - non prevede clausole rescissorie in caso di forza maggiore come quelle contenute negli accordi collettivi della NBA (se la massima lega statunitense non riprenderà la stagione in corso ogni giocatore riceverà una riduzione salariale stimata tra il 22 e il 27 per cento).

A quel punto ogni club avrebbe la necessità di provvedere a transazioni individuali uno per uno per provare a risparmiare qualcosa, ma non è detto che trovi l'adesione di tutti. Così scrive oggi Giuseppe Sciascia su La Prealpina.

Aggiungendo che nel frattempo, non potendo utilizzare la squadra per le proprie attività promozionali e pubblicitarie, gli sponsor avranno (a ragione) interrotto i pagamenti e ovviamente dal botteghino non arriverà neanche un centesimo. Profondo rosso, quindi per i club di serie A.

A nostra volta, riteniamo che possano esistere scritture private tra club e giocatori che possano regolare altrimenti il rapporto, e di dovrebbe andare a valutare caso per caso. In serie A2 è una situazione abbastanza diversa, perché lì non esistono i contratti standard ma solo gli accordi diretti tra le due parti.

Rischio di default per quasi tutte le società. Resta da vedere quale presa di posizione possa avere LBA e quale capacità di pressione della FIP sul CONI e sul Governo per provvedimenti straordinari dell'Esecutivo come si sta prevedendo per le aziende e ogni altro settore economico italiano toccato dalla crisi del Coronavirus.

Intanto, il decreto approvato ieri dal Governo ha rimandato al 31 maggio tutti i versamenti fiscali dovuti dalle società sportive, ma per versarli senza andare in sofferenza servono ricavi che senza partite giocate le società non possono avere. Quindi misura non sufficiente se entro il 1° maggio non si tornasse in campo.

Per questo, la fazione che sta montando affinché si dichiari azzerato il campionato 2019-20 sta lavorando contro l'interesse vitale dei club di salvare il proprio conto economico prima di quello sportivo. A meno che qualcuno nasconda in un cassetto soldi che ha sempre dichiarato di non avere: e a quel punto dovrebbe spiegare a quale gioco allo sfascio sta giocando.