Primo stop in campionato per la Virtus Bologna nessuna condanna ma constatazioni

09.12.2019 13:37 di Davide Trebbi Twitter:    Vedi letture
Primo stop in campionato per la Virtus Bologna nessuna condanna ma constatazioni

Dopo dieci vittorie cade la striscia della Virtus Bologna contro la Vanoli Cremona che si prende il suo quinto referto rosa consecutivo. 

Doveva capitare prima o poi, una  sconfitta forse utile a livello pediatrico per come migliorare certi atteggiamenti tenuti in campionato ed in stagione.

Condotte di squadra divenute nonostante le vittorie, reiterate e già condannate ad Andorra vista la presenza di un fuoriclasse come Teodosic che garantiva lo stesso epilogo felice.

Una forma di pigrizia sfociata in comportamenti supponenti in campo e contro la terna arbitrale, trasformando una gara di per se in salita ancora più ripida vista la presenza di un ipotetico problema in più per l’arrivo. 

Tanti meriti alla Vanoli Cremona che dopo Olimpia Milano batte in casa una Virtus Bologna giocando come sua tradizione di questi ultimi anni, bene. 

Saunders trova spazi e tempi per ri-esprimere il suo talento, Happ e Sobin fanno spazio a rimbalzo. 

Non è solo colpa dell’arbitraggio e Djordjevic lo sa, facendo prima i complimenti alla banda di Sacchetti, poi andando nello specifico della gara. 

Constatazione che non condanna un momento dove il nervosismo e la ricerca spasmodica di un‘autorità sportiva provano più volte a prendere il sopravvento quando sono presenti avversità.

Così per la terna in campo è molto semplice punire eccessivamente il temuto fuoriclasse anche perché divenuto oggetto di discussione tra avversari e pubblico presente creando i tempi per un fischio a volte ritenuto trasgressivo.

VNera però nonostante questo è apparsa spuntata, sbadata, semplicemente boriosa o sazia di esercitazioni fisiche settimanali. 

Le due sanzioni a Milos Teodosic e la conseguente espulsione nell’incontro è ritenuta ingiusta rapportandola a simili comportamenti extra fischio tenuti da alcuni giocatori cremonesi. 

Come con Patrasso di fronte alle avversità fuori casa, non si è giocato più duro e concentrato ma si è cercato un colpevole esterno, realizzando in entrambe il minor punteggio sul tabellone luminoso dopo 40 minuti e tirando come non mai malissimo dalla lunga distanza. 

Questa mancanza di raccoglimento, finalmente può esser analizzata dal tecnico serbo bianconero perché rinnovata nella sua conclusione e quindi nel suo effetto.  

Perché il record può anche esser positivo, ma bisognerà aggiustare certi atteggiamenti e accorgimenti tecnici per veder germogliare e aumentare le chance di riuscita dei tanti decantati obbiettivi.