LBA - Virtus Bologna, Baraldi a tutto tondo su Belinelli, Djordjevic e l'EuroLeague

30.11.2020 17:55 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Fonte: BolognaBasket.it
LBA - Virtus Bologna, Baraldi a tutto tondo su Belinelli, Djordjevic e l'EuroLeague

Quando parla riesce sempre a catalizzare l'attenzione di tutti. L'amministratore delegato Luca Baraldi ragiona di Virtus e pallacanestro a 360 gradi, nella chiacchierata - intervista rilasciata come ospite di Radio1909.

Tutta la trattativa Belinelli. E’ stato un corteggiamento iniziato mesi fa, a inizio 2020, a Tenerife per la Coppa. Con il Dottor Zanetti abbiamo letto che Belinelli stava pensando al suo futuro, e a quel punto ci siamo attivati, grazie alla disponibilità del Dottore, per capire se c’erano le condizioni per iniziare un percorso di trattativa.

Ci siamo poi approcciati con i suoi fratelli, che erano in quel momento negli USA, e ci venne detto che la cosa era prematura, ma che in caso di rientro ci saremmo sentiti. Poi, a inizio scorsa settimana, ci hanno detto che intenzione di Marco era tornare in Europa e quindi abbiamo subito approntato un appuntamento e la trattativa si è chiusa in 12 ore.

In America scadevano il 28/11 i termini per un eventuale permanenza là, e per questo lui ha notato che le offerte non erano di suo gradimento, più per durata che per cifre, e allora ha pensato ad un progetto europeo che poteva affascinarlo. Siamo entrati in competizione con una squadra europea importante, ma lui in poche ore ha preferito il nostro progetto. E non sono previste uscite nel roster: Belinelli è un uomo in più.

Dimensione EuroLeague. E’ una operazione che è stata oggetto di attenzione da media di tutto il mondo, anche di EuroLeague. Loro hanno forte interesse su Marco ma anche sulla Virtus, avendo Bertomeu fatto mesi fa un endorsement per poterci avere quanto prima. E noi abbiamo dato un segnale forte per far capire, anche a loro, che noi ci siamo. Speriamo di entrarci dalla porta principale, altrimenti vedremo se ci potrà essere una wild card.

Belinelli e la rivalità con la Fortitudo. Si accende la giusta e sana competizione tra le tifoserie, ma è ovvio che tutto il basket italiano ne trarrà un grande vantaggio. Arriva un giocatore che ha fatto esperienza nel miglior campionato del mondo, e la Virtus è l’unica società italiana che di recente ha preso giocatori con l’anello al dito. Diventiamo competitor di tutto rilievo, si è accesa la miccia della competitività su diversi fronti.

C'è una coppia Virtus-Milano e poi gli altri del campionato. Io condivido le parole del coach e di Ronci: noi non ci sentivamo secondi dietro a Milano prima, ora sappiamo di potercela giocare così come con Venezia che è da rispettare. Oggi sulla carta sembra che noi e Milano siamo quelli con roster competitivi, avremmo provato a vincere prima e ora, con questa nuova freccia, ci sentiamo ancora più sicuri. Contro Milano e Venezia, così come contro le squadre russe e spagnole in Coppa. Oggi il nostro obiettivo è cercare di vincere le tre competizioni a cui parteciperemo, comprese le Final Eight.

Il ruolo di Zanetti. E’ fondamentale che l’azionista, quello che investe, stia vicino alla squadra. Noi abbiamo la fortuna che di avere un rapporto stretto con il Dottor Zanetti, e questa è anche una grande responsabilità. Non ci ha mai negato niente, e se da un lato è una prova di grande fiducia, dall’altro dobbiamo essere all’altezza.

Lui ci dà affetto, è sempre presente a tutte le partite, e forse ha una affezione ancora più alta verso la squadra delle donne. Ma vale anche per Brugnaro o Armani, che sono sempre presenti alle partite. Questi club hanno il vantaggio di avere azionisti che non sono solo finanziatori ma anche appassionati. E’ una cosa che ci dà molta carica, che ci ha permesso di avere roster importanti sia tra i maschi che le femmine, e che ci ha dato la possibilità dell’Arena. Tutti abbiamo una mentalità orientata all’obiettivo e al risultato, e per questo avremo soddisfazioni.

Giovani italiani. Per noi è un orgoglio, non so da quanto tempo la Virtus non ha avuto tre starters in una gara della Nazionale. Con Belinelli e Abass potremmo fare un quintetto completo: è una scelta precisa, fatta assieme a Ronci, una idea di pianificazione nata due anni fa. Servono italiani forti, ogni torta deve avere una base ben collaudata e calibrata.

Con gli italiani, e con Teodosic che ci invidia tutta Europa, abbiamo fatto una scelta su cui continueremo a lavorare, così come cercheremo altri giovani italiani. Per vincere, lo zoccolo italiano deve essere molto forte, poi sugli stranieri si può lavorare con più tempo. Oggi Tessitori è stato il migliore lungo della Nazionale, e portarlo in Virtus non è stato facile.

Televisione non più mulino al vento? Ce lo auguriamo, ma è una battaglia isolata. Abbiamo le nostre idee, non abbassiamo la guardia e andiamo avanti. E’ giusto andare in chiaro anche se non prendiamo nulla, e quel poco che prendiamo deve servire per migliorare le produzioni. Tutti i tifosi devono vedere il basket come succedeva 30 anni fa, sarebbe il modo per avvicinare tanta gente e poi da lì chiedere maggiori introiti.

Il ruolo del coach. Fondamentale, basta vedere la crescita che ha avuto Pajola. I giovani che arrivano da noi, sotto Djordjevic riescono a fiorire. Il percorso tecnico passa dal nostro coach. Al di là dei contratti che scadono, quando un allenatore lavora bene ed è stimato quel che conta è restare assieme il più possibile. Lo abbiamo scelto noi, lo abbiamo scelto bene.