Olimpia Milano, due stop per Peppe Poeta verso il derby con Varese
La storia che ritorna al suo palcoscenico naturale fa da cornice al Monday Night di Milano: l’Olimpia riabbraccia l’arena di Piazza Stuparich, un tempo Palalido e oggi Allianz Cloud, dove nel 1960 disputò la sua prima partita proprio contro Varese, dando vita a una delle rivalità più iconiche del basket italiano, capace negli anni di dividere l’Italia degli appassionati come poche altre. Oggi quella grande classica si ripropone in un momento chiave della stagione, con l’Olimpia lanciata in una rimonta che l’ha portata a una sola vittoria dal primato condiviso da Bologna e Brescia, grazie a sette successi consecutivi, tre dei quali lontano da casa contro Cantù, Napoli e Tortona. Con lo scontro diretto con la Germani alle porte, domenica prossima, il match assume un peso specifico enorme e Milano sa di dover arrivare all’appuntamento con un’altra vittoria, nonostante le assenze di Leandro Bolmaro, fermo per una distorsione alla caviglia rimediata in allenamento, e di Devin Booker, alle prese con un problema al ginocchio. Vanno ad aggiungersi a Tonut, Sestina e Diop.
La preview del vice Mangone: “Contropiede, ritmo, gioco in transizione, uno contro uno in campo aperto sono i tratti caratteristici di Varese. E’ una squadra che tira tantissimo da tre ed è capace di grandi folate offensive soprattutto quando riesce a imporre il suo ritmo. L’aggiunta di Carlos Stewart e Ike Iroegbu ha aumentato qualità e solidità di reparto guardie formato da grandi atleti e grandi corridori. Noi dovremo giocare una partta difensiva disciplinata in modo da controllare il loro ritmo e variare le soluzioni in attacco”.
I precedenti - Nella prima parte degli anni ’70, la rivalità tra queste due squadre ha raggiunto picchi altissimi. Per tre stagioni consecutive, nel 1971, 1972 e 1973, il titolo italiano è stato assegnato attraverso uno spareggio in territorio neutrale (due volte a Roma, una a Bologna) tra queste due squadre. Varese ha vinto due volte, Milano si è imposta in una circostanza, il 4 aprile 1972 quando il Simmenthal a Roma sconfisse l’Ignis 65-60 ovviando ai 25 punti di Manuel Raga e ai 22 con 13 rimbalzi di Dino Meneghin. L’Olimpia ebbe quattro uomini in doppia cifra e vinse la battaglia a rimbalzo 35-27 grazie ad un Arthur Kenney da 12 punti e 16 rimbalzi. Renzo Bariviera ebbe 12 punti, 6 palle rubate e segnò due tiri liberi chiave nel finale, le due guardie Iellini (10) e Brumatti (14) segnarono 24 punti in coppia. Lo spareggio più drammatico però fu precedente, nel 1966: Varese decise di schierare l’italoamericano Tony Gennari e vinse 74-59. Lo scudetto fu assegnato al Simmenthal a tavolino quando venne stabilito che l’utilizzo di Gennari (che era diventato italiano solo il giorno precedente la partita) era da considerare irregolare. Un altro spareggio ci fu nel 1962, anche quello vinto dall’allora Simmenthal. In tutto, il bilancio tra le due squadre è di 115-77per l’Olimpia; 634-28 per l’Olimpia a Milano, 46-46 a Varese, 5-3 per l’Olimpia in campo neutro.