Caduta verticale: finalisti nel 2025 i Pacers sono i primi eliminati nel 2026
Eliminati ufficialmente dalla corsa ai playoff con la decima sconfitta consecutiva per mano dei Sacramento Kings, i giocatori di Indiana sono passati dalle Finals alle vacanze anticipate nel giro di un solo anno. Un crollo evidente, ma non così raro come potrebbe sembrare. L’inizio di stagione dei Pacers è stato disastroso, con una sola vittoria nelle prime 14 partite. Da quel momento era chiaro che le possibilità di vivere un’annata «interessante», per usare un eufemismo, erano svanite. L’assenza annunciata di Tyrese Haliburton, dopo l’infortunio nel Gara‑7 delle Finals, è stato il primo tassello del domino a cadere, seguito da una lunga serie di infortuni e sconfitte.
Estromessi dalla corsa ai playoff con ancora 17 partite da giocare e un record 15-50. Non che ci fosse ancora un vero dubbio, ma adesso è tutto certificato. Ed è un fatto storico: la squadra di Rick Carlisle giocava le Finals appena nove mesi fa. Passare dall’ultima serie della stagione alle vacanze già in aprile, dopo l’82ª partita, è significativo ma non eccezionale. Negli ultimi anni è capitato più volte: ai Lakers nel 2005, agli Heat nel 2015, ai Cavaliers nel 2019, ai Warriors nel 2020 e ai Mavericks nel 2025.
Un solo assente può cambiare tutto
Come per Indiana, spesso la spiegazione è un’assenza pesante. Per Los Angeles fu la partenza di Shaquille O’Neal. Per Miami e Cleveland, l’addio di LeBron James. Per Golden State, una sequenza di disgrazie: Kevin Durant che lascia la franchigia, Klay Thompson fuori per mesi e Stephen Curry infortunato dopo pochi giorni. Infine, la scorsa stagione Dallas ha vissuto un terremoto con la cessione di Luka Doncic a febbraio e l’infortunio di Kyrie Irving nel momento peggiore, in primavera.
I Pacers si aggiungono così a un cimitero già affollato
E si possono ricordare anche esempi più lontani nel tempo. I Bulls del 1999, per esempio, dopo l’esplosione della squadra leggendaria, tre volte campione in carica: Michael Jordan, Scottie Pippen, Dennis Rodman e Phil Jackson avevano lasciato l’Illinois. Ancora più indietro, negli anni ’70, ci sono tre casi significativi. I Celtics del 1970, reduci dal titolo del 1969, ma privi di un elemento non da poco: Bill Russell, appena ritiratosi dopo l’undicesimo anello. Poi i Suns del 1977, reduci dalle epiche Finals del 1976 contro Boston e frenati dagli infortuni. Infine i Bucks del 1975, costretti a fare i conti con il ritiro di Oscar Robertson e con la frattura alla mano di Kareem Abdul‑Jabbar in preseason, che lo tenne fuori per le prime 16 partite della squadra.